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SILVIO IN PIAZZA/ Lo stesso copione che non stanca mai. Perché?

Pubblicazione:giovedì 28 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 28 novembre 2013, 8.27

Berlusconi ieri durante il comizio (Infophoto) Berlusconi ieri durante il comizio (Infophoto)

Caro direttore, 
la manifestazione del 27 novembre di Piazza Plebiscito davanti a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi, oltre all'intendimento di sostenere con un abbraccio di popolo il leader del maggior partito di centrodestra nelle ore in cui il Senato vota la sua decadenza da senatore, dimostra che la macchina organizzativa di Forza Italia, appena rinata, funziona ancora. 

Fin dalla mattina i manifestanti portati dai pullman messi a disposizione dal partito cominciano a concentrarsi nella zona dove si sta allestendo il palco, sfidando il freddo intenso che non risparmia neppure Roma, città abituata a temperature ben più miti. Berlusconi dirà che lo strapotere della sinistra ha ordinato che facesse così freddo. Man mano che il tempo passa la piccola folla cresce: si leggono cartelli da numerose città e regioni, persino da quelle tradizionalmente rosse (spiccano Ravenna e Reggio Emilia). Molti recano slogan contro il colpo di Stato che la decadenza annunciata rappresenterebbe e proprio a causa di uno di questi striscioni, appeso da manifestanti invitati dalle forze dell'ordine a rimuoverlo, provoca una piccola bagarre con la polizia la cui eco giunge in Senato, con esponenti del centrodestra che insorgono a questa notizia. 

Già, il senato: nelle stesse ore la battaglia è in corso. Gli emendamenti del centrodestra che tentano soprattutto di ripristinare il voto segreto in base al regolamento, vengono tutti bocciati. Le dichiarazioni di voto continuano, accendendo spesso discussioni infuocate, soprattutto per le dichiarazioni insolenti di un senatore 5Stelle, Taverna, che costringe il presidente del Senato, Grasso, a sedare gli animi. 

Davanti a Palazzo Grazioli, intanto, le fila si ingrossano: c'è gente di tutte le età, giovani, donne, persone di colore, anziani. Una signora sventola un libro intitolato "Caro Silvio" che raccoglie lettere di solidarietà e affetto giunte da tutto il mondo. Sono tutti convinti che il leader è lui, e nessun altro; e che questa storia della decadenza è proprio un colpo di Stato della magistratura politicizzata. Non si vedono neppure interlocutori di parte avversa che nella precedente manifestazione, avvenuta sempre qui in seguito alla sentenza definitiva di condanna della Corte di Cassazione, si infiltrarono tentando di discutere, o forse provocare la discussione, con i militanti berlusconiani.

Alle sedici e trenta la tensione dentro Palazzo Madama è più forte che davanti a Palazzo Grazioli: la votazione sulla decadenza è prevista per le 17, anche se tutto fa pensare ad un pur breve ritardo. In piazza, alla comparsa di alcuni esponenti fedelissimi, come Fitto, cala un silenzio carico di attesa, perché la presenza stessa di certi parlamentari è letta come segnale della imminente comparsa di Silvio Berlusconi. 


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