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TV & MEDIA/ Se a perdere è anche il Berlusconi comunicatore

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

E’ mancata la zampata finale, questo è vero. Per comprendere questa situazione, non si può fare altro che tentare di condividere il pathos di quest’uomo: è impossibile reggere tutti i giorni, ormai da anni, ad uno stress del genere. Non è un caso che, specie ultimamente, assistiamo a performance altalenanti e contraddittorie. Essere all’altezza comunicativa, in una vicenda di questo genere, è logorante anche per lui.

 

Non crede, piuttosto, che abbia tenuto i toni bassi per mera strategia elettorale, ovvero per intestarsi il ruolo di statista che, nonostante tutto quello che gli hanno fatto, resta moderato?

No, credo che la dimensione nervosa ed emozionale sia prevalente. Non si spiegherebbe, altrimenti, il discorso del giorno prima in cui, riferendosi alla manifestazione che ci sarebbe stata di fronte a Palazzo Grazioli, affermò minaccioso: «non è che l’inizio». Insomma, non si può essere statisti un giorno e capipopolo un altro. Qualunque strategia comunicativa, ormai, è subordinata e condizionata da una capacità di resistenza nervosa che è al di là delle capacità di ogni essere umano, anche di un leader temprato come Berlusconi.

 

Aver convocato la manifestazione in concomitanza con il voto al Senato è servito per offuscarne l’esito?

L’intenzione era quella. Nei fatti, si è determinato lo straordinario risultato di evitare manifestazioni spontanee.

 

Analogamente, Forza Italia ha indetto la propria convention l’8 dicembre, giorno del congresso del Pd.

Indubbiamente, lo scopo è quello. Tuttavia, nell’immaginario italiano, le primarie del partito sono particolarmente sentite. Berlusconi rischia di riuscire a erodere alla sinistra solo qualche minuto di visibilità, a fronte del rischio di risultare un co-protagonista. 

 

(Paolo Nessi)

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