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BERLUSCONI/ Rotondi: non farà cadere Letta, con Alfano sono più di 23...

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Berlusconi è imprevedibile e lo sarà anche in questa occasione. Non è detto che cerchi di far cadere il governo, né che il governo cada. Quei 23 senatori, infatti, ci sono, e magari ce né anche qualcuno in più.

 

Che convenienza avrebbe a far cadere il governo, dato che per effetto della condanna a due anni di interdizione dai pubblici è comunque incandidabile?

Berlusconi non ragiona in termini di vantaggio, ma di interessi del paese. Se il governo fa cose buone, Berlusconi sarà il primo a riconoscerle e a non legare la sua sopravvivenza alla pur scandalosa vicenda della decadenza. Se la premessa, tuttavia,  è che questa legge di stabilità che tortura li ceto medio, aumentando per l’ennesima volta il livello di imposizione fiscale, resti inalterata, vien da pensare che non c’è spazio per alcuna ulteriore riflessione.

 

Alfano e gli altri vostri ministri si definiscono sentinelle antitasse.

Mi pare che neanche loro abbiano particolarmente gradito questa legge. 

 

Lei, nel partito, da che parte sta?

Sono schiettamente dalla parte di Fitto. Mi fido del suo tentativo di dare un contenuto politico alla fondazione di Forza Italia. Non mi pare giusto, detto questo, prendersela con Alfano e i suoi, bersagliarli e considerarli traditori.

 

Il tentativo di Alfano di conquistare il partito e affermare una linea moderata ed europea che fine ha fatto?

Posto che mai sia esistito, è fallito: è evidente che il partito è saldamente in mano a Berlusconi. Ritengo, tuttavia, legittima la sua richiesta di garanzie per i parlamentari che seguono il suo indirizzo. Bisogna tenere conto dell’esistenza di una componente guidata da Alfano con una sensibilità diversa dal resto del partito. Rispetto all’europeismo, da democristiano, mi chiedo cosa avrebbero da dire, oggi, Adenauer, De Gasperi e Shuman. So soltanto che Helmut Kohl ha affermato che la Merkel, di cui è stato il maestro, non è in grado di esprimere una visione comune dell’Europa perché, semplicemente, non l’ha capita.

 

(Paolo Nessi)



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