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PRIMARIE IN TV/ Cuperlo, Renzi e Civati regalano la vittoria al vecchio Pd

Pippo Civati (Infophoto) Pippo Civati (Infophoto)

Laterale rispetto al tema del governo è stato quello introdotto efficacemente da Civati con l'invito a fare un applauso a Prodi: quello del giudizio sul presidente della Repubblica. Contrario al governo delle larghe intese ("non mi fido di Angelino Alfano"), Civati è ostile a Napolitano. Per Cuperlo la mancata elezione di Prodi è, assai poco convintamente, "una ferita aperta". Qui Civati ribadisce la sintonia con quello schieramento potenziale, almeno nelle sue intenzioni, che in Parlamento era pronto a votare per Rodotà o per Prodi e che è contrario al governo Letta. 

Complessivamente il Pd, rappresentato qui dai tre, soffre le larghe intese, ma non ha a disposizione un'alternativa. Costruirla implicherebbe un coraggio di innovazione e di riforme strutturali che nel dibattito a tre non è emerso. 

Sulla spesa pubblica, Renzi propone l'abolizione di Senato e province. Con ciò si risparmia solo un miliardo. E le privatizzazioni? Perché riescano, occorrono concorrenza e mercato. Solo che per realizzare questa condizione, occorrerebbe togliere i piedi dello Stato nell'economia, cioè privatizzare. Il circolo vizioso è perfetto. Tutti e tre i candidati girano intorno alla questione. Cuperlo sostiene che la nostra spesa pubblica non è la più alta in Europa, ma è la peggio distribuita. E quindi?! Nebbia. 

Su un altro tema di discussione accesa, soprattutto con il mondo cattolico, quello delle unioni gay e delle adozioni, Civati è nettissimo: matrimoni ugualitari. Renzi è per la civil partnership alla tedesca, Cuperlo svicola, osservando a Civati che uguali diritti non sarebbe un'operazione a somma zero. Frase un po' criptica per dire che la componente ex-dc del Pd se ne andrebbe? In questo caso, il costo sarebbe certamente alto.

Dei tre, in generale Civati è apparso il meno sfuggente. Non essendosi posto il problema delle larghe intese e delle alleanze, pensando ad uno schieramento molto spostato a sinistra, deve solo dire ciò che piace a questo schieramento. Di qui la proposta del reddito minimo, che piace a Sel, di qui, appunto, la presa di posizione sulle unioni gay. Che poi questo schieramento possa vincere le elezioni, ci corre parecchio.

Il quadro complessivo che esce dalla serata di Sky è quello di un Pd ostaggio, più di quanto sembri, del proprio passato. Cuperlo ha certamente fatto una proposta di politica della memoria e dell'identità, quando ha messo Enrico Berlinguer nel suo personale Pantheon. Per i suoi valori, ha spiegato. Ma conosce troppo bene la storia del Pci per non rendersi conto che Enrico Berlinguer si è battuto fino all'ultimo contro la socialdemocratizzazione riformista del Pci e che è certamente uno dei maggiori responsabili del conservatorismo di sinistra, lasciato in eredità alle sigle successive. Quanto a Renzi, ha bagnato parecchio le sue polveri sul tema della riforma istituzionale e della conseguente rimodulazione del ruolo storico-istituzionale dei partiti. Forse perché, volendo diventare segretario del partito storico della prima Repubblica, ha deciso di reculer pour mieux sauter? Nei prossimi mesi la risposta.

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COMMENTI
30/11/2013 - La vittoria? (Luigi PATRINI)

Cioè la sconfitta! Regalano la sconfitta, non la vittoria; però col vecchio PCI si poteva ...ragionare, con quello nuovo no! La novità in politica non verrà certo da sinistra! A meno che il centro-destra non si incaponisca a rifiutare l'alleanza con il centro: non perché il centro sia meglio, ma perché i fuoriusciti dal PdL non hanno alcuna ...verginità: hanno buone intenzioni, forse buoni propositi, ma dopo venti anni di accondiscendenza con chi faceva promesse, ha governato per tanti anni con maggioranze che nessuno aveva avuto prima, ma non ha concluso nulla né riguardo all'abbassare le tasse, né nella riforma della giustizia, né in una vera riforma dello stato sociale, né eccetera, eccetera... No, non credano di raccogliere ancora da soli la fiducia del popolo italiano! Se il NCD continua a snobbare il Centro, sarà il NCD a dare la vittoria la PCI, vecchio o nuovo, o come diavolo si vorrà chiamare!