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CANCELLIERI/ Manconi: cos'ha fatto di diverso dagli ex Fassino, Diliberto, Severino?

LUIGI MANCONI spiega di esser stato ripetutamente testimone dell’atteggiamento particolarmente sensibile e interessato alle condizioni dei carcerati del ministro della Giustizia

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri (Infophoto) Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri (Infophoto)

Tra richieste di dimissioni e chiarimenti, continua a infuriare la polemica contro il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, “colpevole” di essere intervenuta per far ottenere a Giulia Ligresti gli arresti domiciliari. Ieri, intervistata da Repubblica, il Guardasigilli ha chiarito ancora una volta la sua posizione e le sue intenzioni: «Non mi dimetto neanche per sogno», ha spiegato, aggiungendo: «Giulia Ligresti poteva morire, quella telefonata era solo solidarietà umana», «sono intervenuta in questi mesi in un centinaio di casi negli ultimi tre mesi». Luigi Manconi, senatore del Pd, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e da sempre in prima linea per migliorare le condizioni dei carcerati, ci illustra il suo punto di vista sulla vicenda.


Cosa ne pensa dell’intervento della Cancellieri per destinare la Ligresti ai domiciliari?

Sono stato ripetutamente testimone oculare delle mosse del ministro, e le posso assicurare che ha sempre agito nella stessa maniera. So per certo che, effettivamente, da quando è diventata titolare della Giustizia, in circa sei mesi si è resta artefice di oltre un centinaio di interventi analoghi. Inoltre, chiunque può notare, da parte sua, un’enorme, costante attenzione nei confronti del problema del nostro sistema carcerario. Nessun ministro, infatti, ne ha mai parlato tanto quanto lei.


Quindi, si deve dimettere o no?

Assolutamente no. Negli anni, ho parlato assiduamente con almeno 4 ministri della Giustizia: Piero Fassino, Oliviero Dilberto, Paola Severino e Anna Maria Cancellieri. 99 volte su 100 ho portato alla loro conoscenza la situazione di detenuti senza soldi, senza famiglia, senza avvocati, e senza sostegni esterni al carcere. In alcuni casi, il mio intervento è servito, in altri, è stato vano. Ma a nessuno è mai venuto in mente che quello che stavo facendo fosse illegittimo.

 

Perché in Italia le carceri versano in condizioni tanto inumane?

Credo di poter sostenere che in quasi tutti i sistemi democratici le carceri sono attraversate da forti connotati di disumanità. In Italia, forse, più che in altri Paesi. Il motivo, è che da noi è dominante una tendenza alla rivalsa sociale che si traduce in un sorta di cattiveria diffusa ove il desiderio di giustizia si trasforma nel desiderio di veder puniti i privilegiati, o di chi pur non essendolo, appare tale. È invalsa la convinzione che questa sia la strada per consentire agli ultimi di emanciparsi. Si tratta di un torvo surrogato della lotta di classe, condito da un bieco rancore: siccome non possiamo essere tutti uguali nel godimento dei diritti, tanto vale che nessuno possa goderne. Una concezione del genere, conduce a degli esiti terrificanti.

 

Ci faccia un esempio.



COMMENTI
04/11/2013 - Non si dimetta, per carità! (Luigi PATRINI)

Concordo con molte osservazioni e ritengo che la Cancellieri non debba assolutamente dimettersi: meno male che non è un burocrate, ma un essere umano, dotato di coscienza e di responsabilità! Certo di molta più coscienza e senso di responsabilità (ma davvero molta di più!) di chi osa mettere sullo stesso piano la telefonata del Ministro Cancellieri con quella fatta da Berlusconi per Ruby: chi fa questi confronti e trova simili le tue telefonate, o è lui un imbecille (nel senso etimologico del termine) o vuole prendere per imbecilli le persone normodotate!

 
04/11/2013 - Vai così (claudia mazzola)

Grazie di cuore ministro Annamaria Cancellieri, uno sguardo di salvezza sulle persone che incontra in carcere. Dio la benedica!