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L'ANTI-RENZI/ Pittella: vi spiego perché posso battere Matteo

GIANNI PITTELLA, se vince, chiederà alla Merkel di modificare il patto di stabilità europeo, sospendendolo per le spese in investimenti in grado di trainare lo sviluppo e creare occupazione

Gianni Pittella (Infophoto) Gianni Pittella (Infophoto)

Tra chi non si accalora particolarmente alle vicende del Pd, pochi, probabilmente, hanno contezza della sua esistenza, tanto meno del fatto che è in corsa per la leadership del Pd. Eppure, Gianni Pittella è convinto di potercela fare. Attualmente è vicepresidente  del Parlamento europeo. Il che induce un certo interesse su quale prospettiva potrebbe dare al suo partito e, soprattutto, all’Italia rispetto alla collocazione in ambito comunitario. Gli abbiamo chiesto, quindi, come si comporterebbe in caso di vittoria.

Anzitutto, lei crede di avere qualche chance?

Ho il coraggio che mi deriva dalla volontà di cambiare il Pd. Ho la competenza europea, il respiro internazionale, il radicamento sul territorio necessari per poterlo trasformare.

Sì, ma i sondaggi attribuiscono a Renzi una vittoria schiacciante.

I sondaggi non hanno alcuna affidabilità. Pochi sanno, infatti, che il congresso si svolge in due turni. Il primo, che è decisivo, si svolge dal 7 al 17 novembre. Allora, gli iscritti decideranno chi, tra i quattro candidati, resterà in lizza. Nella seconda fase, i tre rimasti, gareggeranno per le primarie aperte dell’8 dicembre. Ebbene, i sondaggi che circolano oggi dovrebbero essere stati effettuati attraverso le interviste agli iscritti del Pd. Tuttavia, nessuno dispone dell’elenco.

Se lei vince, come trasformerà il Pd?

Diventerà un partito federale, in cui contano in territori, e non Roma.

Oggi conta Roma?

Indubbiamente. Contano i burocrati romani, un gruppo ristretto di dirigenti.

Scusi, ma non conta chi ha le tessere?

No, conta il gruppo romano. Ovvero chi ha guidato il partito fino a qualche mese fa.

Cosa intende con partito federale?

I poteri saranno trasferiti dal centro alle periferie; le candidature saranno decise a livello locale e regionale; gli iscritti saranno chiamati a votare dei referendum consultivi sulle grandi scelte programmatiche del partito; ci metteremo in rete con le grandi associazioni dei commercianti, del terzo settore, degli imprenditori; ogni anno, presenteremo un resoconto su quanto è stato fatto nei territori in cui qualcuno di noi è stato eletto.

Lei cos’ha di sinistra?