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BERLUSCONI/ I miei figli come gli ebrei? Polemica strumentale sulle mie parole

"I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso…". Lo ha detto Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Foto InfoPhoto) Silvio Berlusconi (Foto InfoPhoto)

BERLUSCONI: NOI COME EBREI CON HITLER (ORE 19.50) - Dopo il mare di polemiche scatenato a seguito della diffusione di un passaggio del libro di Bruno Vespa, in cui afferma che i suoi figli "dicono di sentirsi come le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler", Silvio Berlusconi torna a difendersi: "Una polemica smaccatamente strumentale su una frase estrapolata da un ampio contesto", replica il Cavaliere, secondo cui "la mia storia, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di governo in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell'Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico".

BERLUSCONI: NOI COME EBREI CON HITLER (ORE 13.25) - "I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso…". Così Silvio Berlusconi ha risposto a Bruno Vespa che gli chiedeva "se è vero che i figli gli hanno chiesto di vendere tutto e di andare via". Il Cavaliere ha quindi spiegato di non volere assolutamente lasciare il Paese: "Sono italiano al 100 per cento. In Italia ho le mie radici. In Italia sono diventato quello che sono. Ho fatto qui l'imprenditore, l'uomo di sport, il leader politico. Questo è il mio paese, il paese che amo, il paese in cui ho tutto: la mia famiglia, i miei amici, le aziende, la mia casa, e dove ho avuto successo come studente, come imprenditore, come uomo di sport e come uomo di Stato. Non prendo neppure in considerazione la possibilità di lasciare l'Italia". E' questa la nuova anticipazione diffusa oggi del libro di Vespa "Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica", lo stesso del quale nei giorni scorsi sono state rese note altre dichiarazioni di Berlusconi: "In caso di elezioni - ha detto ad esempio - sentirei il dovere di impegnarmi direttamente. Nessuno può togliermi il diritto di restare alla guida del movimento che ho fondato, finché molti milioni di elettrici e di elettori lo vogliono. Ho un rapporto speciale con gli italiani che, come me, temono che la sinistra possa andare al governo e proprio per questo sento il dovere di stare in prima linea". L'ex premier aveva anche commentato le voci circolate su un presunto impegno politico della figlia Marina: "Sarebbe in grado di adempiere al meglio la missione. Tutti hanno constatato la sua autorevolezza e il coraggio da leonessa con cui mi ha difeso, ma non è la sua vocazione. Sono sicuro che nessuno dei miei figli si sente attratto dalla politica. Soprattutto da questa politica".

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