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SCENARIO/ Nardella: Bersani critica le larghe intese, ma sono "colpa" sua

Pubblicazione:mercoledì 6 novembre 2013

Pierluigi Bersani (Infophoto) Pierluigi Bersani (Infophoto)

Anzitutto, dobbiamo ricordare che se ci ritroviamo in questa situazione eccezionale, è perché lui non ha vinto le elezioni. Nonostante il Pd fosse, nei sondaggi, il superfavorito.

 

Bersani è convinto che se le trattative di governo con i 5 Stelle «si fossero svolte con un presidente della Repubblica eletto che avesse avuto sul tavolo la pistola dello scioglimento delle Camere, il quadro e le conclusioni sarebbero state diversamente».

Francamente, mi pare un ragionamento ex post basato, più che altro, su una lettura di convenienza. Non mi pare, del resto, che Bersani abbia mai indicato, ai tempi, lo scioglimento della Camere come un’opzione praticabile. Insomma,  con i “se” non si fa la storia. Peraltro, non può rinfacciare alcunché a chi, annunciandolo con trasparenza, decise di non votare Marini: Bersani avrebbe dovuto comprendere gli umori e i sentimenti del suo partito, dato che ne era il segretario e il candidato leader. Altresì, è curioso che da ex segretario attribuisca ad altri colpe e responsabilità che erano sue. D’altro canto, se le colpe non fossero state sue, perché si sarebbe sentito in dovere di dimettersi?

 

In ogni caso, con Renzi segretario, quale sarà l’atteggiamento del Pd nei confronti del governo?

Intendiamo sostenerlo lealmente, ritenendolo a tutti gli effetti il “nostro” governo (e in questo, credo che Letta sbagli nel ribadire continuamente che questo esecutivo non è quello che voleva lui); di conseguenza, lo incalzeremo ogni volta che sarà necessario. Non intendiamo fare i guastatori né accodarci passivamente.

 

In quali casi non potrete fare a meno di sottrarre la fiducia?

Nel momento in cui dovesse allontanarsi agli obiettivi principali per i quali ha ottenuto la fiducia, sarà Letta il primo a prenderne atto.

 

La spaccatura con i cuperliani rispetto al sostegno al governo potrebbe esser tale da portare ad una scissione?

Penso che la stagione della frammentazione della sinistra sia finita e che, al contrario, sia giunto il momento di affermare una vocazione maggioritaria in grado di includerne le anime più diverse.

 

(Paolo Nessi)



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