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Politica

CAOS PDL/ Verderami: Berlusconi vuole usare l'Imu per far fuori Alfano & co.

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Finché ragioniamo secondo uno schema bipolare (e non dimentichiamo che Berlusconi, Renzi, e Grillo sono a vario modo favorevoli al mantenimento del porcellum), è necessaria l’esistenza di due grandi partiti che possano far da cardine al sistema. Se nel centrodestra la forza principale si disgregasse, mancherebbe uno dei due poli attorno a cui costruire le alleanze.

 

In tale contesto, che senso ha la richiesta di celebrare un congresso da parte di Fitto e di indire le primarie da parte di Alfano?

Congressi, primarie, documenti, segretari che non coincidano con il candidato premier… Mi pare che il centrodestra abbia introiettato i tic degli avversari. E non è un caso: la sindrome dei democratici si è impossessata del Pdl proprio nel momento in cui va declinando la stella di Berlusconi. Ma attenzione, l’elettore di centrodestra - che per vent'anni ha avuto un leader - non si appassiona a questi tecnicismi politici che pure rappresentano le regole base del gioco democratico. Al contrario dell’elettore di centrosinistra, è molto più lineare, e vota quella forza che possa tutelare i suoi interessi.

 

A quali condizioni sarà inevitabile che Berlusconi tenti di far cadere il governo?

Il primo passaggio determinante consisterà nell’approvazione in Parlamento della legge di stabilità. Per il centrodestra, condizione necessaria per l’appoggio al governo era e resta la cancellazione dell’Imu sulla prima casa. Infatti, Alfano ieri si è affrettato per l’ennesima volta ad assicurare che non si dovrà pagare la seconda rata dell’Imu, come invece ipotizzato (per l’ennesima volta) da Saccomanni.

 

Cosa faranno i governativi?

Se in materia economica il programma del governo venisse disatteso rispetto alle questioni poste dal Pdl, Alfano e i cosiddetti governativi non potrebbero evidentemente fare altro che votare la sfiducia. In caso contrario, sconfesserebbero se stessi.

 

E se nel votare la legge di stabilità non ci fossero incidenti, cosa succederebbe?

Si arriverebbe all’altro passaggio fondamentale, che è quello della decadenza di Berlusconi.

 

Berlusconi, verosimilmente, sarà espulso dal Parlamento. Di conseguenza, si aprirà la crisi?


COMMENTI
07/11/2013 - Un vantaggio si sarebbe (Luigi PATRINI)

Se il PdL-FI si spacca e si divide, non si dividerà solo in due, ma almeno in tre o quattro fazioni, che avranno una alleanza tra loro molto ...faticosa. Ma sarebbe la fine di un bipolarismo, che non è mai riuscito ad essere bipartitismo e che, nel nostro bel Paese, ha prodotto solo disaffezione per la politica e la nascita di semplici "tifoserie" politiche. Se il PdL-FI si dividesse, quasi certamente neppure il PD riuscirebbe a restare unito, perché - una volta caduto il partito "nemico" di Berlusconi - non avrebbe alcuna ragione né di restare unito, né di cercare l'alleanza con Sel e Grillini. Forse le cose si aggiusterebbero su equilibri più "sani" di quelli attuali. Provare per credere!

 
07/11/2013 - Sparatorie politiche (claudia mazzola)

Il pianeta politico sembra il far west. Duelli ogni giorno a suon di proiettili, peccato e buon per loro che quelle pallottole colpiscono solo noi poveri cristi popolani!