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CAOS PDL/ Verderami: Berlusconi vuole usare l'Imu per far fuori Alfano & co.

Pubblicazione:giovedì 7 novembre 2013

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Attenzione: al contrario di molti esponenti del Pdl, Berlusconi non ha mai posto pubblicamente il vincolo dell’automatismo. Non ha mai detto che se venisse dichiarato decaduto, aprirebbe la crisi di governo. Ha girato attorno alla questione, in modo più o meno esplicito, ma non l’ha mai formalizzata, neppure nel documento appena approvato dall’Ufficio di presidenza del suo partito. 

 

Secondo lei, perché?

Perché non ha ancora deciso. Sia chiaro, in cuor suo Berlusconi ha scelto: non sopporta l’idea di dover stare in maggioranza con chi lo mette alla porta del Parlamento. Ma sta valutando le incognite di una simile mossa. La prima: davvero avrebbe convenienza nel far cadere il governo, trovandosi poi ai margini di tutte le decisioni importanti? Mi riferisco ai provvedimenti economici e alla trattativa sulla nuova legge elettorale, per esempio. E poi, quale impatto avrebbe tutto ciò sul suo elettorato? Ha ben presente, infatti, la situazione economica e sociale del Paese, e non gli sfuggono i contraccolpi che si determinerebbero per le sue aziende. Inoltre, agli occhi dell’opinione pubblica non sarebbe comprensibile che il capo del centrodestra, che è stato il vero promotore della larghe intese, si rendesse artefice della loro fine.

 

In tutto ciò, come giudica l’atteggiamento del Pd?

È un atteggiamento provocatorio. E’ chiaro che intende celebrare il congresso sul cadavere (politico) di Berlusconi e che ha tutto l’interesse che il Pdl si spacchi, magari per motivi differenti: Letta per tentare di resistere a Palazzo Chigi, Renzi per tentare di arrivare alle elezioni nel 2014. Va letto in tal senso il rifiuto ad oltranza di consentire alla Giunta per le elezioni del Senato di sollevare l’obiezione di costituzionalità in merito alla retroattività della legge Severino, che esige l’incandidabilità (quindi la decadenza) di Berlusconi. Va interpretata analogamente anche la pretesa di voto palese sulla decadenza. Insomma, l’obiettivo dei Democratici era e resta quello di far fuori il prima possibile Berlusconi. Così, nella smania di regolare i conti con il “nemico”, non si sono preoccupati di determinare vulnus gravissimi al sistema democratico. E loro lo sanno.

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
07/11/2013 - Un vantaggio si sarebbe (Luigi PATRINI)

Se il PdL-FI si spacca e si divide, non si dividerà solo in due, ma almeno in tre o quattro fazioni, che avranno una alleanza tra loro molto ...faticosa. Ma sarebbe la fine di un bipolarismo, che non è mai riuscito ad essere bipartitismo e che, nel nostro bel Paese, ha prodotto solo disaffezione per la politica e la nascita di semplici "tifoserie" politiche. Se il PdL-FI si dividesse, quasi certamente neppure il PD riuscirebbe a restare unito, perché - una volta caduto il partito "nemico" di Berlusconi - non avrebbe alcuna ragione né di restare unito, né di cercare l'alleanza con Sel e Grillini. Forse le cose si aggiusterebbero su equilibri più "sani" di quelli attuali. Provare per credere!

 
07/11/2013 - Sparatorie politiche (claudia mazzola)

Il pianeta politico sembra il far west. Duelli ogni giorno a suon di proiettili, peccato e buon per loro che quelle pallottole colpiscono solo noi poveri cristi popolani!