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CAOS PDL/ Formigoni: abbiamo i numeri per far saltare Fitto

Roberto Formigoni (Infophoto) Roberto Formigoni (Infophoto)

Attribuisco la sua decisione anche alla nostra “offensiva” di ragionevolezza. In tanti gli abbiamo dimostrato l’utilità di continuare a sostenere il governo che, oltretutto, nasce da una sua intuizione. Si è convito, quindi, che fosse la soluzione migliore.

 

Intanto, però, Berlusconi ha preso parte alla rinascita di Forza Italia.

Infatti, non è di certo un problema di sigle. Non abbiamo obiezione sul nome. Nel documento poniamo invece due punti fondamentali: non si può far cadere un governo dopo soli sei mesi, esponendoci al rischio di una nuova ondata speculativa che peggiorerebbe la vita degli italiani; inoltre, vogliamo un partito a struttura democratica, in cui ci siano primarie per tutti, dai coordinatori cittadini, fino al segretario nazionale.

 

Nella nuova Forza Italia, tutte le cariche, compresa quella di Alfano, sono state azzerate.

In questo, effettivamente, Berlusconi si è lasciato persuadere dai falchi che noi rappresentassimo i suoi nemici e che il nostro sostegno al governo fosse mosso da odio improvviso dai suoi confronti. In questi giorni, purtroppo, noto che sta dando a costoro troppo ospitalità. In questo credo che sbagli: ha sempre ascoltato tutti, per poi farsi un’idea precisa e decidere. Questa gente, invece, sta portando avanti una prospettiva distruttiva per il partito. E anche per lo stesso Berlusconi.

 

L’ipotesi di disertare il Consiglio nazionale è ancora in ballo?

Assolutamente no. Abbiamo sentito anche Cicchitto, ed è d’accordo. Nella concitazione di un’intervista, ha avanzato l’ipotesi, ma è tornato sui suoi passi.

 

E se vostra linea venisse sconfitta?

Siamo combattendo una battaglia di grande valore ideale e politico; non prendiamo in considerazione subordinate.  

 

Per il Pdl, la condizione necessaria della partecipazione alle larghe intese è l’abolizione definitiva dell’Imu sulla prima casa. Se nell’approvazione della legge di stabilità qualcosa dovesse andare storto, e se Berlusconi chiedesse il ritiro del sostegno al governo, cosa farete?


COMMENTI
11/11/2013 - commento all'analisi del Prof. Patrini (Marco Paolo Ambrosetti)

Richiesto un parere in proposito, commento volentieri il testo dell'amico Prof. Patrini. Concordo con buona parte delle sue considerazioni. Seppur privo della necessaria esperienza politica, per capire certi "passaggi", mi permetto però di dissentire su un paio di episodi: a) nella valutazione che dà alle parole di Formigoni sul finire dell'intervista, quando gli viene chiesto della possibilità di costruire qualcosa insieme ad altre forze politiche. Ecco se posso permettermi mi sembra che Formigoni non ponga un diktat, o con me o contro di me, ma si dichiari non disponibile a fare un centro che sia equidistante da destra e sinistra. Forse il Prof. Patrini qui si lascia un po' prendere la mano dalla sua ritrosia verso Berlusconi; b) non sono d'accordo neanche con la velata citazione evangelica da dare alla politica, per fortuna non sarà una scelta politica a determinare o meno la nostra salvezza né domani né tantomeno oggi. Con sincero affetto Ambrosetti Marco Gallarate.

 
08/11/2013 - Verso il PPE e lontano dai falchi (Stefano Fugazza)

In toto con Patrini.

 
08/11/2013 - Ci vuole coraggio a rischiare! (Luigi PATRINI)

Bene, Roberto! Vediamo con piacere che cominci a ricercare una autonomia più coerente con la tua storia! Dubito però che FI possa diventare un partito "democratico": Berlusconi è Berlusconi e chi ...paga, non può rinunciare a comandare. Forse non sarebbe neppure corretto chiedergli di farlo. Comunque... se son rose, fioriranno. Mi spiace il finale dell'intervista... vedo che riemerge un taglio politico di rottura: non vai tu con gli altri, ma sei disposto ad accettare che gli altri vengono con te... Forse è proprio vero che a stare a lungo con uno come il Cav. si finisce con il diventare come lui! Forse in questo momento è proprio necessario avere il coraggio di rimettersi tutti in gioco: tu hai filo e ...tesserai, ma è ora di finirla che troppi si nascondano sotto le ali protettive di un capo per avere spazio e ...foraggio. Il "centro" è un punto, non un segmento: ma, se la destra non sta con il centro, in Italia non governerà mai... Centro in politica vuol dire "misura" ed "equilibrio": pur con i suoi limiti, l'UDC - che pure non mi entusiasma - è meglio della destra populista. L'obiettivo vero non è - oggi - né rifare la DC (anche la giovinezza non torna. Per fortuna!) né allargare FI, ma fare un nuovo raggruppamento che sia interlocutore e rappresentante del PPE in Italia: ci vuole coraggio e capacità di rischio. Ma chi vuol "salvare" la sua vita ...finirà con il perderla e chi la metterà in gioco, forse costruirà qualcosa di buono per il Paese!