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CAOS PDL/ Formigoni: abbiamo i numeri per far saltare Fitto

Roberto Formigoni (Infophoto) Roberto Formigoni (Infophoto)

La legge di stabilità va indubbiamente cambiata. Anche nel Pd ne sono convinti in tanti. Da sempre, del resto, uscita dal Cdm è stata modificata dal Parlamento. Non dobbiamo dimenticare che essa già contiene molti fattori positivi: non taglia i fondi sulla sanità, abbassa la pressione fiscale complessiva, e non si tornerà a parlare di Imu in nessun modo. Altro discorso sono le diverse forme di tassazione sugli immobili, rispetto alle quali il governo, fin da subito, si è impegnato a produrre una profonda rivisitazione a fronte dell’abolizione dell’Imu; una rivisitazione che è in parte già stata compiuta e che, complessivamente, risulta per i cittadini meno onerosa del pagamento dell’Imu.

 

E se Berlusconi, una volta decaduto, decide di far cadere il governo?

Abbiamo già dimostrato che non ci sono i numeri per farlo cadere. La questione non si pone. Comunque vada, continueremo a battagliare affinché non sia il Senato a decretarne la decadenza. Decadrà, casomai, per effetto della sentenza di condanna, per quanto essa sia evidentemente il frutto di un accanimento giudiziario. Una volta decaduto, anche fuori dal Parlamento, resterà il punto di riferimento del centrodestra.

 

La scissione è scongiurata?

Noi, di certo, non la vogliamo e lavoriamo per l’unità. Dall’altra parte, c’è chi lavora perché avvenga, insultandoci e lanciandoci accuse inverosimili.

 

E’ ancora possibile un raggruppamento con parte del centro per costruire la costola italiana del Ppe?

Se gli amici dell’Udc o di Scelta civica dichiarano di voler far parte di un centrodestra rinnovato, nazionale e alternativo alla sinistra, sono i benvenuti. Se pensano di portaci al centro, in una terra di nessuno, rispondiamo evidentemente “no grazie”.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
11/11/2013 - commento all'analisi del Prof. Patrini (Marco Paolo Ambrosetti)

Richiesto un parere in proposito, commento volentieri il testo dell'amico Prof. Patrini. Concordo con buona parte delle sue considerazioni. Seppur privo della necessaria esperienza politica, per capire certi "passaggi", mi permetto però di dissentire su un paio di episodi: a) nella valutazione che dà alle parole di Formigoni sul finire dell'intervista, quando gli viene chiesto della possibilità di costruire qualcosa insieme ad altre forze politiche. Ecco se posso permettermi mi sembra che Formigoni non ponga un diktat, o con me o contro di me, ma si dichiari non disponibile a fare un centro che sia equidistante da destra e sinistra. Forse il Prof. Patrini qui si lascia un po' prendere la mano dalla sua ritrosia verso Berlusconi; b) non sono d'accordo neanche con la velata citazione evangelica da dare alla politica, per fortuna non sarà una scelta politica a determinare o meno la nostra salvezza né domani né tantomeno oggi. Con sincero affetto Ambrosetti Marco Gallarate.

 
08/11/2013 - Verso il PPE e lontano dai falchi (Stefano Fugazza)

In toto con Patrini.

 
08/11/2013 - Ci vuole coraggio a rischiare! (Luigi PATRINI)

Bene, Roberto! Vediamo con piacere che cominci a ricercare una autonomia più coerente con la tua storia! Dubito però che FI possa diventare un partito "democratico": Berlusconi è Berlusconi e chi ...paga, non può rinunciare a comandare. Forse non sarebbe neppure corretto chiedergli di farlo. Comunque... se son rose, fioriranno. Mi spiace il finale dell'intervista... vedo che riemerge un taglio politico di rottura: non vai tu con gli altri, ma sei disposto ad accettare che gli altri vengono con te... Forse è proprio vero che a stare a lungo con uno come il Cav. si finisce con il diventare come lui! Forse in questo momento è proprio necessario avere il coraggio di rimettersi tutti in gioco: tu hai filo e ...tesserai, ma è ora di finirla che troppi si nascondano sotto le ali protettive di un capo per avere spazio e ...foraggio. Il "centro" è un punto, non un segmento: ma, se la destra non sta con il centro, in Italia non governerà mai... Centro in politica vuol dire "misura" ed "equilibrio": pur con i suoi limiti, l'UDC - che pure non mi entusiasma - è meglio della destra populista. L'obiettivo vero non è - oggi - né rifare la DC (anche la giovinezza non torna. Per fortuna!) né allargare FI, ma fare un nuovo raggruppamento che sia interlocutore e rappresentante del PPE in Italia: ci vuole coraggio e capacità di rischio. Ma chi vuol "salvare" la sua vita ...finirà con il perderla e chi la metterà in gioco, forse costruirà qualcosa di buono per il Paese!