BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS PDL/ Formigoni: abbiamo i numeri per far saltare Fitto

Pubblicazione:venerdì 8 novembre 2013

Roberto Formigoni (Infophoto) Roberto Formigoni (Infophoto)

La contrapposizione tra falchi e colombe non è più derubricabile a forzatura giornalistica. Nel Pdl le due anime si accingono allo scontro, che avrà luogo nel corso del Consiglio nazionale del 16 novembre. L’organismo dovrà ratificare la scelta dell’ufficio di presidenza di abolire il Pdl e tornare a Forza Italia. Secondo quanto rivelato mercoledì da Il Tempo, i falchi godrebbero dell’appoggio del 75 percento degli 800 delegati nazionali. La loro linea, quindi, passerebbe con un plebiscito. Ma gli alfaniani hanno fatto presente ieri mattina che le cose stanno in maniera decisamente diversa. Il documento nel quale esprimono lealtà al governo, e promuovono la prospettiva di un partito inscritto nel solco del popolarismo europeo e dotato di strutture democratiche è già stato firmato da 312 delegati. Il senatore Roberto Formigoni ci spiega come stanno le cose.

 

La stragrande maggioranza dei delegati è schierata effettivamente con i falchi?

Chi è convinto di questo si prepara a cocentissime delusioni. Non so se, dal punto di vista dei falchi, si tratti di leggerezza, superficialità, irresponsabilità o se, semplicemente, cerchino di darsi coraggio sparando cifre a caso.

 

Quindi, come sono gli equilibri reali?

Tanto per cominciare, i cosiddetti falchi hanno iniziato, da molto tempo, a raccogliere le firme secondo un criterio divisivo. Ovvero, contro di noi che, in risposta, abbiamo iniziato a raccoglierle solo da un paio di giorni. Ebbene, disponiamo già di oltre un terzo delle firme dei consiglieri nazionali, ovvero di un numero sufficiente per bloccare la ratifica della posizione espressa dall’ufficio di presidenza, per la quale occorrono almeno i due terzi del Consiglio.

 

Ne avete raccolto 312?

Aumentano di ora in ora, ma la cifra, più o meno, è quella. Faccio presente che stiamo contattando anche chi afferma di aver firmato il documento dei falchi convinto che fosse il testo approvato da Berlusconi quando, in realtà, esprimeva esclusivamente la posizione dei falchi.

 

Voi, esattamente, chi siete?

Il documento reca in testa la firma dei ministri, seguita da quella dei senatori, dei deputati e dei consiglieri nazionali. Si tratta, in sostanza, degli stessi che, il 2 ottobre, manifestarono la strenua volontà di continuare a sostenere il governo.

 

Quando Berlusconi fu obbligato a votarsi contro.

Questo lo dice lei. Berlusconi è persona pragmatica. Chi gli attribuisce decisioni marmoree prese con largo anticipo sulla base di ragionamenti ideologici sbaglia.

 

Quindi, com’è andata realmente?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
11/11/2013 - commento all'analisi del Prof. Patrini (Marco Paolo Ambrosetti)

Richiesto un parere in proposito, commento volentieri il testo dell'amico Prof. Patrini. Concordo con buona parte delle sue considerazioni. Seppur privo della necessaria esperienza politica, per capire certi "passaggi", mi permetto però di dissentire su un paio di episodi: a) nella valutazione che dà alle parole di Formigoni sul finire dell'intervista, quando gli viene chiesto della possibilità di costruire qualcosa insieme ad altre forze politiche. Ecco se posso permettermi mi sembra che Formigoni non ponga un diktat, o con me o contro di me, ma si dichiari non disponibile a fare un centro che sia equidistante da destra e sinistra. Forse il Prof. Patrini qui si lascia un po' prendere la mano dalla sua ritrosia verso Berlusconi; b) non sono d'accordo neanche con la velata citazione evangelica da dare alla politica, per fortuna non sarà una scelta politica a determinare o meno la nostra salvezza né domani né tantomeno oggi. Con sincero affetto Ambrosetti Marco Gallarate.

 
08/11/2013 - Verso il PPE e lontano dai falchi (Stefano Fugazza)

In toto con Patrini.

 
08/11/2013 - Ci vuole coraggio a rischiare! (Luigi PATRINI)

Bene, Roberto! Vediamo con piacere che cominci a ricercare una autonomia più coerente con la tua storia! Dubito però che FI possa diventare un partito "democratico": Berlusconi è Berlusconi e chi ...paga, non può rinunciare a comandare. Forse non sarebbe neppure corretto chiedergli di farlo. Comunque... se son rose, fioriranno. Mi spiace il finale dell'intervista... vedo che riemerge un taglio politico di rottura: non vai tu con gli altri, ma sei disposto ad accettare che gli altri vengono con te... Forse è proprio vero che a stare a lungo con uno come il Cav. si finisce con il diventare come lui! Forse in questo momento è proprio necessario avere il coraggio di rimettersi tutti in gioco: tu hai filo e ...tesserai, ma è ora di finirla che troppi si nascondano sotto le ali protettive di un capo per avere spazio e ...foraggio. Il "centro" è un punto, non un segmento: ma, se la destra non sta con il centro, in Italia non governerà mai... Centro in politica vuol dire "misura" ed "equilibrio": pur con i suoi limiti, l'UDC - che pure non mi entusiasma - è meglio della destra populista. L'obiettivo vero non è - oggi - né rifare la DC (anche la giovinezza non torna. Per fortuna!) né allargare FI, ma fare un nuovo raggruppamento che sia interlocutore e rappresentante del PPE in Italia: ci vuole coraggio e capacità di rischio. Ma chi vuol "salvare" la sua vita ...finirà con il perderla e chi la metterà in gioco, forse costruirà qualcosa di buono per il Paese!