BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CAOS PDL/ Matteoli: la scissione? Il rischio c'è...

Secondo ALTERO MATTEOLI (Pdl) nonostante siano molte di più le ragioni per restare uniti che per dividersi, sul sostegno al governo il partito si potrebbe effettivamente spaccare

Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e Daniela Santanchè (Infophoto) Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e Daniela Santanchè (Infophoto)

Lo scontro interno al Pdl sembra ormai inevitabile. Al Consiglio nazionale, si fronteggeranno la posizione degli alfaniani e quella dei falchi. I primi stanno raccogliendo firme per un documento che ribadisce la fedeltà al governo e chiede regole democratiche per il partito. Affermano di aver superato le 312 adesioni, conquistando così più di un terzo degli 800 delegati nazionali, cifra sufficiente per impedire ogni modifica alla statuto (servono almeno i due terzi); il documento dei secondi, invece, promuove la ratifica dell’ufficio di presidenza, disertato dai governativi, in cui è stata approvata la rinascita di Forza Italia; il loro testo sarebbe stato siglato dal 75% dei delegati. Si dà il caso, tuttavia, che i due manifesti non siano incompatibili, e che i delegati che hanno firmato l’uno, potrebbero anche aver firmato l’altro. Difficile, quindi, dire come andrà a finire. Nel frattempo, alcuni, tra cui i senatori Paolo Romani, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, stanno lavorando per l’unità del partito. Non sono né falchi né colombe, ma si sono autoproclamati “pontieri”. Abbiamo chiesto proprio a Matteoli di spiegarci come sta evolvendo la situazione.

Lo scontro finale è imminente?

Francamente, da quello che vedo, non mi pare che le distinzioni siano così profonde e una scissione mi sembrerebbe del tutto immotivata.

Perché?

Perché sia i cosiddetti falchi che le cosiddette colombe condividono due principi di fondo: tutti si riconoscono nel leader Berlusconi. Ogni volta che parlo con Alfano, mi ribadisce che lui non ha nessuna intenzione di mettere in discussione il fatto che Berlusconi è il punto di riferimento del centrodestra; entrambe le anime, inoltre, sono convinte della necessità di cambiare questa legge di stabilità.

Non tutti, nel suo partito, sono convinti della legittimità di staccare la spina al governo se la legge non sarà approvata definitivamente con le misure che avete chiesto fin dall’inizio.

Indubbiamente, su tale questione, il dissenso c’è. Mi pare evidente, in ogni caso, che non potremmo più far parte di questa maggioranza, laddove la legge di Stabilità fosse approvata senza che contenga la cancellazione definitiva dell’Imu sulla prima casa. L’abolizione, infatti, era la condizione necessario richiesta dal Pdl per stare nel governo di larghe intese.

In ogni caso, le due componenti stanno raccogliendo firme per due documenti contrapposti che saranno poi votati al Consiglio nazionale.