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CAOS "SC"/ Romano: lavoriamo a un grande centro con Letta e Alfano

Pubblicazione:sabato 9 novembre 2013

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La scomposizione del centrodestra è un’eventualità sempre più imminente. Prima di arrivare ad una spaccatura vera e propria dovranno verificarsi una serie di eventi, quali un'ulteriore rottura nell’ambito della votazione del Consiglio nazionale, o la decisione di Berlusconi di staccare la spina al governo in seguito alla sua decadenza senatoriale. Quel che è certo, è che già adesso nel partito esistano due anime distinte difficilmente riconciliabili. Se si determineranno, effettivamente, due formazioni distinte, a quel punto potrebbe crearsi un fenomeno di riaggregazione verso il centro. Lucio Romano, neocapogruppo di Scelta civica al Senato, affronta con noi l’ipotesi, spiegandoci che tratti sta assumendo il suo partito.


In che direzione sta andando Scelta civica?

Anzitutto, nella direzione dell’unità. Non a caso, è stata chiesta la mia disponibilità a svolgere il ruolo di capogruppo al Senato: non avendo svolto attività politica precedente, non rappresento partiti costituiti. La finalità che mi prefiggo, quindi, assieme agli altri senatori che hanno espresso fiducia nei miei confronti, è quella di operare una sintesi delle diverse sensibilità all’interno del partito.

 

Più in generale, tenterete di dar vita ad un grande centro?

Per quanto riguarda l’evoluzione futura e gli approdi a cui andrà incontro il partito, mi permetto di non lasciare dichiarazioni, dal momento che si tratta di percorsi che richiedono tempo e che, attualmente, non sono nella nostra agenda. Attualmente, preferiamo puntare sulla promozione di valori quali la sussidiarietà, la socialità e una libertà capace di coniugarsi con la responsabilità. Credo che questo sarà il vocabolario che dovrà caratterizzare la nostra attività al Senato nei prossimi mesi.

 

La questione politica di un grande centro che coinvolga parte del centrodestra, tuttavia, è stata posta da molti suoi colleghi di partito al Senato, tra cui Olivero e Mauro.

Indubbiamente, la questione esiste. Non parlerei, tuttavia, di centrodestra, dove è ormai presente una sorta di antropologia di riferimento che non credo abbia più possibilità di rappresentazione nella dialettica sociale. Farei, invece, riferimento ad una visione popolare, nell’accezione più nobile del termine, che non scimmiotti esperienze precedenti; essa, effettivamente, rappresenta un orizzonte affascinante che trova anche all’interno di Scelta civica un consenso abbastanza significativo.

 

Alle prossime  elezioni con chi correrete?


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COMMENTI
09/11/2013 - commento (francesco taddei)

ma perchè queste cose non le fanno decidere agli elettori invece che mettersi d'accordo dentro le segreterie? centro non è sinonimo di democrazia, nè di popolo.