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SCENARIO/ Violante: c'è una maggioranza per fare la legge elettorale

Luciano Violante (Infophoto) Luciano Violante (Infophoto)

E’ impensabile. Chi desse luogo ad un’operazione di questo tipo, perderebbe qualsiasi credibilità davanti ai cittadini. Inoltre, poiché nel secondo turno, evidentemente, gli elettori si esprimeranno in base al candidato premier, verrà votato sia alla Camera che al Senato il medesimo leader.

 

E’ possibile che la Corte costituzionale non accolga l’obiezione sulla legge elettorale, ritenendo che manchi il requisito dell’incidentalità?

La Corte non sta esaminando solamente la legge elettorale nazionale: il Tar di Milano, infatti, ha rinviato alla Consulta il sistema vigente in Lombardia sulla base delle medesima obiezione sollevata nei confronti della legge Calderoli, ritenendo cioè che il premio di maggioranza assegnato in Regione sia sproporzionato rispetto ai voti effettivamente ottenuti. Ora, posto che non so dirle come si esprimerà sulla legge nazionale, quel che è certo è che il Tar può adire legittimamente la Corte e che quest’ultima, verosimilmente, potrebbe dichiarare tale premio illegittimo.

 

Quindi?

Se la Corte accoglie l’obiezione sollevata dal Tar, le sue osservazioni, per analogia, si potrebbero facilmente applicare alla legge Calderoli. Insomma, non siamo di fronte ad un problema formale, ma sostanziale. Che il centrosinistra abbia conquistato il 55 per cento dei seggi con pochi voti in più delle formazioni avversarie stride con ogni principio, di questo  siamo consapevoli.

 

In ogni caso, per anni il Parlamento non è riuscito a varare la riforma. Senza un pronunciamento della Corte, non crede che il rischio sia che tutto resti invariato?

Andiamo con ordine: martedì il Senato voterà gli ordini del giorno sulla legge elettorale presentati dalle forze politiche. Chi presiede la commissione Affari costituzionali dovrà, a quel punto, imporre tempi estremamente rapidi entro i quali i partiti dovranno trovare un’intesa sui suddetti punti di fondo. Se i partiti non saranno in grado di trovare un accordo, la palla passerà alla Camera. A Montecitorio c’è una maggioranza in grado di approvare la legge. Poi  si costruirà una maggioranza anche al Senato.

 

Se la Corte bocciasse il Porcellum, ne conseguirebbe l’illegittimità di tutti i Parlamenti eletti con questo sistema, delle leggi da essi varati, e persino dell’elezione del presidente della Repubblica?

Ho l’impressione che la Corte non possa bocciare interamente le legge, perché si determinerebbe il vuoto rispetto a un principio fondamentale dello Stato: ogni istituzione deve sempre avere una legge che ne consenta il rinnovo. La  Corte  potrebbe eventualmente limitarsi a bocciare solo una parte dell’attuale legge elettorale. Il che, non darebbe adito ad alcuna situazione paradossale.

 

Anche nel sistema di elezione dei segretari provinciali del Pd c’è qualcosa che non va…