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CHIARE INTESE?/ Le tre spine di un "governo contro il tempo"

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Se su Letta incombe il peso dell'approdo di Renzi alla segreteria democratica, su Alfano grava la pressione degli azzurri, che non sembrano intenzionati a fare sconti. Per arrivare alle urne, obiettivo dichiarato dei berlusconiani, forti anche dei buoni sondaggi del centrodestra, sarà un crescendo di attacchi. Per le urne, però, chi se n'è appena andato con Ncd non è certo pronto, e quindi lavorerà per evitare un simile scenario.

Non paghi di aver ottenuto dal Quirinale un nuovo passaggio parlamentare per sancire la discontinuità di governo, gli azzurri ora vogliono che Letta alle Camere si presenti da dimissionario. Quando un premier sale al Colle per rassegnare le dimissioni, si sa, può succedere di tutto. Persino nel caso in cui si tratti di un passaggio concordato per essere rimandato alle Camere a verificare il sostegno all'esecutivo.

Se Letta e Napolitano non accederanno alla richiesta di dimissioni formali, dentro Forza Italia si valuta persino l'ipotesi della presentazione di una mozione di sfiducia. Anche sulle dimissioni dei sottosegretari, gli azzurri non sembrano avere troppa fretta, e cresce il sospetto che in questo ci sia una regia per tenere l'esecutivo sulle spine.

C'è poi un altro fronte su cui i forzisti scaldano i motori, quello della legge elettorale. Se in settimana la Corte costituzionale dovesse arrivare a dichiarare l'illegittimità del premio di maggioranza che è stabilito dal "porcellum", è in preparazione una forte campagna per invocare le elezioni anticipate, in virtù della delegittimazione delle Camere che discenderebbe da una simile sentenza.

Probabilmente, però, la sentenza della Consulta sarà più problematica e sfumata, perché ai 15 giudici non può certo sfuggire il potenziale effetto dirompente della pronuncia e in passato mai sono state create dalla giurisprudenza della Corte situazioni di vuoto legislativo. Il problema di trovare un'intesa su un modello di legge elettorale è fra i più urgenti per Alfano, Letta e Renzi. E trovare una formula che vada bene a tutti, senza vincitori, nè vinti, non sarà facile. Ma sarà quello solo il primo capitolo di un'intesa programmatica rinnovata per il prosieguo dell'esperienza di Letta e Alfano a Palazzo Chigi. La chiarezza delle intese raggiunte in Germania fra cristiano-democratici e socialisti indicano che l'impresa è difficile, ma non impossibile.



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