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Politica

IL NUOVO PD?/ Caldarola: Renzi (e il suo staff) congelano Letta e la scissione

Enrico LettaEnrico Letta

E’ una dichiarazione di “bon ton”. Renzi sa perfettamente che la prima cosa che deve imporre come segretario del partito che ha la maggioranza dei seggi alla Camera e la quota maggiore nel governo è una legge elettorale senza la quale non è prevedibile una nuova consultazione. Renzi non entrerà in rotta di collisione con Letta ma lo incalzerà molto, gli “starà addosso”. Il presidente del consiglio percepirà di avere accanto a sé non il segretario che gli attutisce i conflitti, bensì quello che gli pone dei problemi che dovrà poi risolvere come premier di un governo a prevalenza Pd.

 

La maggioranza reggerà fino almeno al 2015?

Il tema della durata del governo dipenderà molto dal dibattito intorno alla legge elettorale. Non bisogna fingere di non vedere quello che è accaduto. La legge elettorale che ha prodotto il Parlamento è stata dichiarata non costituzionale dalla Consulta. Non c’è una decadenza “ope legis” del Parlamento, ma si pone il problema politico di rifare rapidamente una Camera e un Senato eletti limpidamente in modo coerente rispetto alle regole costituzionali. Per il resto è tempo perso provare a immaginare la durata del governo, ciò che dobbiamo fare è cambiare il Porcellum. Noi ci troviamo di fronte a una marea montante di protesta sociale, che se si caricasse anche del tema dell’illegittimità delle istituzioni diventerebbe esplosiva e forse eversiva.

 

Per Renzi “non ci sono potenziali rischi per l’unità del partito”. E’ davvero così?

Chi oggi avesse in animo di voltare le spalle al Pd non saprebbe dove andare. Un’eventuale fusione con Sel di Vendola incontrerebbe un partito in una crisi di leadership abbastanza profonda. Il tema della scissione non si pone perché non c’è in campo un suo eventuale promotore. Poiché lo conosco di persona, mi sento di escludere che Cuperlo possa anche solo pensare in questa prospettiva. Andarsene dal Pd vorrebbe dire fare nascere un partitino del 3%, del tutto ininfluente, e quindi a tutti gli oppositori di Renzi conviene fare l’opposizione dentro al Pd.

 

(Pietro Vernizzi)

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