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PARLAMENTARI ABUSIVI/ Le accuse di Roberto Giacchetti e la risposta di Beppe Grillo

Pubblicazione:martedì 10 dicembre 2013

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Un commento particolarmente offensivo ha suscitato le ire del deputato del Pd Roberto Giacchetti, da tempo impegnato in uno sciopero della fame per abolire il porcellum e fare una nuova legge elettorale. Un commento apparso sul blog di Beppe Grillo infatti invitava ad ammazzare quei parlamentari che Grillo ha definito abusivi in quanto eletti grazie al Porcellum e al voto di maggioranza dichiarato incostituzionale dalla cassazione. Parlamentari che lui ha invitato a dimettersi e a non permettere loro di entrare in parlamento. "Prendete un fucile ed andate ad ammazzarli uno ad uno a casa. Mi sembra il minimo" era il commento incriminato. Inoltre sul sito di Grillo sono apparse foto segnaletiche e nomi dei presunti abusivi. Giacchetti attaccava in una sua lettera aperta duramente Grillo per l'invito a questa caccia all'uomo destinata a creare un clima d'odio: “Mi esponi ad un nemico invisibile ma che certamente c’è, che ha colpito qualche mese fa un integerrimo servitore dello Stato, che si muove agilmente nel clima di odio che viviamo e che potrebbe facilmente andare a segno contro persone come me (ed i miei colleghi) che non girano con auto blu e con scorte al seguito, che fanno politica sulla strada, tra la gente, mettendoci la faccia ed esponendo il proprio corpo senza scudo di alcun tipo, nella nudità della propria passione”. Anche Giacchetti è infatti uno di questi parlamentari considerati abusivi. La risposta di Grillo è arrivata su twitter: la persona che ha scritto quelle cose, ha spiegato, non è un appartenente al Movimento cinque stelle, ma anzi un sostenitore di Renzi. Lui stesso lo ha ammesso, dice Grillo, e quel modo di esprimersi infatti non appartiene al M5S. Ma non ha perso occasione di ricordare a Giacchetti che è un abusivo: “è abusivo e non deve più entrare in Parlamento. Lo sa anche lui. Darebbe un segnale forte a tutto il Paese se riprendesse a mangiare e si dimettesse subito”.



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