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Politica

VOTO DI FIDUCIA/ Polito: Renzi "usa" Letta per farsi le riforme

Per ANTONIO POLITO, Renzi non ha interesse a fare cadere Letta e ad andare subito alle elezioni. Il tempo può giocare a favore del segretario del Pd, che ha già in mente una chiara strategia

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

“Renzi non ha nessun interesse a fare cadere Letta e ad andare subito alle elezioni. Il tempo può giocare a favore del segretario del Pd, che ha già in mente una chiara strategia per approvare una nuova legge elettorale”. Lo afferma Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, secondo cui “per Renzi non avrebbe senso votare ora con la ‘legge elettorale-spezzatino’ rimasta in piedi dopo la sentenza della Consulta, e soprattutto scontentare gli elettori del Pd che vogliono che Letta rimanga al suo posto”. Le prime mosse di Renzi dopo la scelta dei nomi della segreteria del partito sono state il pressing su Cuperlo perché accetti la presidenza del Pd e il no a Bindi e D’Alema candidati alle elezioni europee. Intanto Vendola, in un’intervista all’Espresso, ha invitato il neo segretario a mollare Letta e a unirsi con Sel.

Polito, partiamo dal voto di fiducia di oggi. Qual è il significato politico di questo appuntamento?

Il timing del voto di fiducia è quantomeno un po’ anomalo. Si sarebbe potuto fare subito dopo l’uscita di Berlusconi dalla maggioranza, ma sarebbe stato un controsenso perché la notte stessa il Senato aveva approvato con voto di fiducia la legge di stabilità. Mai crisi è stata più parlamentale di quella dopo la frattura con Forza Italia, e il voto di fiducia c’è stato “in ipso facto”. A questo punto però avrebbe avuto più senso votare la fiducia dopo una verifica sul programma di governo della maggioranza che nel frattempo, con l’uscita di Berlusconi e la vittoria di Renzi, aveva visto cambiare i suoi protagonisti.

Renzi in questo momento può capitalizzare al massimo i suoi consensi andando a elezioni anticipate. Pensa che lo farà?

E’ tutto da dimostrare che a Renzi convenga andare a votare subito. Potrebbe sfruttare l’onda delle Primarie, ma consideriamo anche gli aspetti negativi legati a un voto anticipato. In primo luogo dovrebbe produrre una crisi di governo, e questa non sarebbe una posizione molto popolare quantomeno tra gli elettori del Pd. Nella campagna precedente le consultazioni soltanto Civati aveva espresso questa posizione, mentre Renzi ha sempre escluso l’apertura di una crisi di governo. Facendo cadere Letta, Renzi si assumerebbe una responsabilità che confermerebbe i sospetti sul carattere “avventuristico” della sua politica, e che potrebbe essere punita dal suo stesso elettorato.

Se si aspettasse fino al 2015, Renzi non rischia di bruciare la sua candidatura a premier?