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LEGGE ELETTORALE/ Quagliariello: se Renzi vuole il voto non si nasconda dietro Berlusconi

Pubblicazione:venerdì 13 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 13 dicembre 2013, 13.21

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Quella camera di compensazione tra Stato e Regioni che è mancata quando è stato fatto il Titolo V. Abbiamo devoluto alle regioni funzioni che nemmeno Stati federali compiutamente tali come Canada o Germania hanno mai fatto, basti pensare all'energia o alle grandi reti. Noi però ci siamo dimenticati di stabilire un luogo di raccordo tra il legislatore nazionale e quello regionale. Così accade che sempre più spesso si arriva al conflitto e a decidere non è né l'uno né l'altro legislatore, ma la Corte costituzionale. A pagare è il cittadino e soprattutto l'operatore economico.

Lo spostamento alla Camera della riforma elettorale è un risultato della pressione di Renzi?
Credo che sia stata una sua richiesta e, devo dire la verità, che sia stata una prova muscolare. Francamente non me ne preoccupo. Io penso che la riforma si debba fare e che la cosa importante sia se c'è o non c'è l'accordo, e non dove questo si fa, alla Camera o al Senato. Tanto al Senato la riforma deve passare in ogni caso. In secondo luogo, si può mai pensare, in una situazione del genere, di ipotizzare maggioranze variabili?

E se Renzi rompe?
È evidente che se Renzi intende fare soltanto la legge elettorale e non le altre riforme, e intende farla solo con Forza Italia e M5S, se ne dovrà assumere la responsabilità e dirlo ai cittadini. Noi non intendiamo rimanere a far da palo al bidone. 

Letta ipotizza un orizzonte elettorale di 18 mesi, basteranno?
Bisognerà correre. Per questo prima si comincia meglio è. Non per noi, ma per il paese.

(Federico Ferraù)



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