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PD E CGIL/ Cofferati: caro Renzi, "liberati" del sindacato

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Sergio Cofferati (Infophoto)  Sergio Cofferati (Infophoto)

C’è un problema di merito. Fatta salva l’importanza reciproca del sindacato e della rappresentanza politica, di volta in volta ci possono essere convergenze oppure opinioni diverse che vengono fatte vivere nelle sedi opportune come si è sempre fatto. La Cgil non si discosterà di certo da questi fondamentali della sua esistenza: andrà al Congresso e discuterà. La linea che ne uscirà diverrà anche pratica contrattuale.

 

Ma appunto questa linea si troverà d’accordo con quella del Pd?

Questa linea potrà avere punti di convergenza con gli orientamenti del Partito Democratico o segnare invece delle differenze, ma è sempre stato così.

 

Ferrero (Partito rifondazione comunista) ha detto che fare lo sciopero generale sarebbe inadeguato…

Io onestamente tutta questa discussione sullo sciopero generale non la capisco. Si tratta di uno strumento importante e utilissimo. Quando utilizzarlo è compito del sindacato. È lo strumento più alto di cui dispone e non lo si può usare disinvoltamente; bisogna sempre pensare che è da adottare in un momento in cui la necessità è massima. Certo, pensare però che si debba smettere di usarlo è un errore, un atto di autolesionismo.

 

Susanna Camusso ha detto, riferendosi allo sciopero generale, che non è più l’unica modalità di lotta e di protesta.

Non ha detto niente di strano. Il sindacato deve scegliere la modalità, lo strumento più efficace, a seconda della questione, per farsi valere. Se poi un sindacato ha le condizioni di rinnovare un contratto senza utilizzare lo sciopero, perché l’impresa accetta le sue proposte, benissimo! Ben venga un’ipotesi di questa natura. Ma questo non significa cancellare lo sciopero generale. Vorrei anche ricordare che l’iniziativa sindacale più consistente del tempo recente, ovvero la manifestazione in difesa dell’articolo 18, si fece senza ricorrere allo sciopero generale.

 

Ferrero non può averlo detto per evitare, forse, un (mezzo) flop?

Beh, c’è stato uno sciopero generale di quattro ore non più tardi di un mese fa…

 

Torniamo al Pd, come si dovrà muovere Renzi tenendo ben presente che ha nel partito persone provenienti dal mondo sindacale come Guglielmo Epifani e  Cesare Damiano? Li marginalizzerà?

Attenzione: Epifani e Damiano ora sono parlamentari. Sono stati sindacalisti, ora non lo sono più e non rappresentano dunque i lavoratori. Sono parlamentari del Pd che rappresentano gli elettori del Pd e dunque hanno tutt’altra funzione. Ovviamente in virtù del loro passato hanno una conoscenza diretta (che forse altri non hanno) dei temi del lavoro. La distinzione del ruolo è molto importante.

 

Quindi?


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COMMENTI
13/12/2013 - Un'altra cariatide (luciano dario lupano)

Eccolo di nuovo, Lui che era il Re del NO!! Rappresentanza importante, quale? Quella dei Pensionati? Comincino a difendere il Lavoro vero e non il parassitismo politicante, a pubblicare bilanci trasparenti e quindi potranno veramente essere all'altezza della situazione e non delle solite chiacchere!