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STOP SOLDI AI PARTITI/ 1. Pannella: lo chiedevamo 40 anni fa, ora è troppo tardi

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Marco Pannella (Infophoto)  Marco Pannella (Infophoto)

Con decenni di ritardo prendiamo atto che, a misfatto compiuto e con il proliferare della corruzione della politica, viene fuori un decretino per abolire i finanziamenti.  Attenzione: non dico che si tratta di un atto infelice. No, è semplicemente tardivo e non basta. Ormai siamo un corpo morto...

 

Un provvedimento insufficiente dunque?

Il problema è a monte. Queste strutture politiche sono parassitarie e colpose. Adesso registro questa loro decisione, ma dico anche che potremo vedere molto presto quale altra fonte illegale verrà trovata da questo sistema corrotto di partiti. Non c’è nulla di chiaro. Voglio vedere come continueranno, visto che lo hanno fatti per decenni, distruggendo uno Stato nella sua virtualità liberale, per farne un Paese partitocratico e dunque non democratico. Non solo.


Dica.

La stessa Corte costituzionale ha gravi responsabilità anche in questo settore perché ha operato per decenni come la suprema cupola della mafiosità partitocratica. La stessa Corte adesso, e in che misura, ha facilitato, con una della sue ultime riunioni, questi apparenti ripensamenti. Ecco: non sono ripensamenti, sono vie d’uscita improvvisate...

 

Quindi, in sostanza, non cambierà nulla?

Siamo in putrefazione. Il Papa ha sottolineato – e sono d’accordo con lui – che dietro al termine corruzione c’è la corruzione materiale. Il corpo (morto) istituzionale italiano è in cancrena. E noi già da 50 anni lo abbiamo denunciato come "peste italiana". La situazione attuale è l’espressione di questa putrefazione...


Come commenta la reazione di Grillo: "chiacchiere", il quale ha aggiunto che si tratta della solita presa in giro? Lo ha detto in modo più colorito…

Grillo nei suoi monologhi esprime molto spesso anche la realtà paranoide di chi non è capace di dialogare. Quando lui dice alla polizia di non proteggere i rappresentanti dell’ordine costituito, ma di unirsi a quelli che praticano il disordine costituto, dimostra che i suoi monologhi sono attribuibili tecnicamente a una condizione di "demenza". 

 

(Fabio Franchini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
16/12/2013 - Ma lo Stato pagherebbe anche me? (Luigi PATRINI)

Giusta osservazione quella relativa a Radio Radicale! Seguo quasi giornalmente la Rassegna stampa e altri servizi di RGRP (Radio G.R. Parlamento), che mi pare renda del tutto inutile che lo Stato paghi una Radio privata (quella appunto Radicale) per fare un servizio che, un tempo era forse utile, ma che oggi lo è certo ancora (perché è sempre opportuno ed utile che in democrazia ciascuno possa esprimersi), ma che non ha alcuna giustificazione che sia pagato dallo Stato con i soldi degli Italiani. Mi piacerebbe sapere se lo Stato pagherebbe anche me, se io mettessi in piedi una servizio come quello di Radio Radicale. Se qualche onorevole può, è disponibile a fare una interpellanza o una interrogazione al Governo? La spending review non può essere "invocata" in questo caso?

 
14/12/2013 - Come no! (luciano dario lupano)

Fermo restando che questa è una "dittatura" comunistoide con l'appetito capitalista delle varie mafie che si definiscono eventualmente "lobby", è piu' fine, contrabbandata per Democrazia, le Iene che si sono insediate in tutti i gangli della vita sociale non mollano e non molleranno facilmente il cadavere! Sono tutti amici , tutti ricattabili e quindi non c'è speranza di rinnovamento se non a carissimo prezzo che ovviamente pagherebbe il solito popolo bue miope che pensa alla gnocca? e al calcio!

 
14/12/2013 - Ipocrita (Giuseppe Crippa)

Mi auguro che questa sia la prima ed insieme l’ultima intervista (e per di più in prima pagina)a questo signore che ora non rappresenta che una percentuale infima di elettori (e meno ancora di italiani) e che con la sua radio – della quale non gli viene chiesto nulla - succhia allo stato in proporzione molto più di quanto prendano i partiti più votati.