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STOP SOLDI AI PARTITI/ 1. Pannella: lo chiedevamo 40 anni fa, ora è troppo tardi

MARCO PANNELLA commenta la (tardiva) abolizione dei finanziamenti pubblici, ma avverte: "troveranno un altro modo". E accusa: "L'Italia è ormai in piena putrefazione"

Marco Pannella (Infophoto) Marco Pannella (Infophoto)

Con un decreto legge il governo Letta ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti (che in teoria sarebbe stato eliminato con un referendum popolare, fortemente voluto dai Radicali, nel 1993). Il premier, su Twitter, esulta: "Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l’anno. L’ho confermato mercoledì. Ora in consiglio dei ministri manteniamo la promessa". Soddisfatto anche il vicepremier Angelino Alfano: "Abbiamo mantenuto la promessa, il decreto serve per far entrare immediatamente in vigore la legge". E il ministro Quagliariello (Ncd) alza l'asticella: "E una è andata: abolito finanziamento pubblico dei partiti! Ora avanti con la riduzione del numero dei parlamentari #eccoifatti". Ma per Grillo si tratta della solita buffonata: "Basta con le chiacchere enricoletta. Restituisci ora 45 milioni di euro di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio. #Bastaunafirma". Il leader penta stellato continua: "Per rinunciare ai finanziamenti pubblici è sufficiente non prenderli come ha fatto il M5S. Il decreto legge di Letta è l’ennesima presa per il c...". Abbiamo chiesto un commento a Marco Pannella, leader dei Radicali, che da anni, insieme al suo partito, si batte per abolire i rimborsi ai partiti.


Con un decreto legge il governo Letta abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. Era ora?

Allora, bisogna partire subito chiarendo una cosa. Noi ritenevamo, già da tempo, che era gravissima la statizzazione – che diventa necessariamente burocratizzazione – dei partiti. I partiti a finanziamento pubblico sono assolutamente di tipo parastatale.

 

Voi dei Radicali vi siete sempre battuti moltissimo…

Io ci tengo a ricordare una presenza referendaria e parlamentare unica da parte nostra.  Voglio riportare alla memoria anche il fatto di aver distribuito, ai cittadini per le strade con tanto di notai, il denaro del finanziamento pubblico assegnatoci. La legge faceva sì che se noi non avessimo ritirato i rimborsi, ci sarebbero stati "ladri di Stato e di para-Stato" che avrebbero preso e suddiviso tra di loro la nostra quota. 

 

Si può considerare anche una vostra vittoria.

E non è la sola cosa sulla quale, almeno da mezzo secolo, noi Radicali abbiamo indicato ante tempo quello che la storia adesso dimostra. Una sorta di preveggenza dovuta a una cultura dello Stato di diritto. Oggi il nostro Stato è continuamente sotto ultimatum in quanto è tecnicamente criminale rispetto alla sua propria legalità nazionale e a quella del diritto positivo contemporaneo.

 

Il primo tentativo di abolirli risale a circa 40 anni fa e poi nel 1993...

Allora si diceva che era necessario avere finanziamenti per tutelare l’autonomia dei partiti, ma noi dicevamo come, semmai, l’autonomia era garantita in una situazione "liberista".

 

Finalmente è arrivato lo stop ai rimborsi. 


COMMENTI
16/12/2013 - Ma lo Stato pagherebbe anche me? (Luigi PATRINI)

Giusta osservazione quella relativa a Radio Radicale! Seguo quasi giornalmente la Rassegna stampa e altri servizi di RGRP (Radio G.R. Parlamento), che mi pare renda del tutto inutile che lo Stato paghi una Radio privata (quella appunto Radicale) per fare un servizio che, un tempo era forse utile, ma che oggi lo è certo ancora (perché è sempre opportuno ed utile che in democrazia ciascuno possa esprimersi), ma che non ha alcuna giustificazione che sia pagato dallo Stato con i soldi degli Italiani. Mi piacerebbe sapere se lo Stato pagherebbe anche me, se io mettessi in piedi una servizio come quello di Radio Radicale. Se qualche onorevole può, è disponibile a fare una interpellanza o una interrogazione al Governo? La spending review non può essere "invocata" in questo caso?

 
14/12/2013 - Come no! (luciano dario lupano)

Fermo restando che questa è una "dittatura" comunistoide con l'appetito capitalista delle varie mafie che si definiscono eventualmente "lobby", è piu' fine, contrabbandata per Democrazia, le Iene che si sono insediate in tutti i gangli della vita sociale non mollano e non molleranno facilmente il cadavere! Sono tutti amici , tutti ricattabili e quindi non c'è speranza di rinnovamento se non a carissimo prezzo che ovviamente pagherebbe il solito popolo bue miope che pensa alla gnocca? e al calcio!

 
14/12/2013 - Ipocrita (Giuseppe Crippa)

Mi auguro che questa sia la prima ed insieme l’ultima intervista (e per di più in prima pagina)a questo signore che ora non rappresenta che una percentuale infima di elettori (e meno ancora di italiani) e che con la sua radio – della quale non gli viene chiesto nulla - succhia allo stato in proporzione molto più di quanto prendano i partiti più votati.