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COSE SINISTRE/ Il Pd "carismatico" alla Renzi, senza D'Alema e la Bindi...

Secondo GIUSEPPE CALDAROLA è arrivato il momento per il Pd di lasciarsi alle spalle la vecchia generazione, gettando per la prima volta le fondamenta di un partito di stampo leaderistico

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Gianni Cuperlo ha accettato la proposta di Matteo Renzi. Sarà lui il nuovo presidente del Partito democratico: domenica, nel corso dell'Assemblea che proclamerà Renzi segretario, verrà eletto. Il nuovo Pd sta gettando le basi. In questo la personalità del "rottamatore" potrebbe dare una grossa mano e, soprattutto, dare al Pd una fisionomia leaderistica tutta nuova. Per analizzare gli eventi "dem" abbiamo contattato Peppino Caldarola, ex deputato Ds e Pd ed ex direttore de l’Unità.

Cosa ha spinto Gianni Cuperlo ad accettare la presidenza?

Un insieme di ragioni. In primis perché l’offerta di Renzi era sincera. In secondo per non disperdere la popolarità acquisita durante la “battaglia” per le Primarie. Poi perché una gran parte della sua componente glielo chiedeva, in particolare i cosiddetti giovani turchi. Ma c’è anche un’ ulteriore ragione…

Quale?

Le prime mosse di Renzi hanno smentito la sua campagna elettorale.

In che senso?

La scelta di Renzi di aderire – e presto – al Partito Socialista Europeo toglie di mezzo uno di quei problemi che i segretari di formazione Ds non erano mai riusciti a risolvere. Insomma, l’accusa al neo segretario di essere un po’ di destra è cascata nei fatti...

Ma allora perché lo stesso Cuperlo, pochi giorni fa, si è rifiutato (a differenza di Pippo Civati) di indicare un suo uomo nella nuova segreteria?

Cuperlo ha avuto paura che lo si accusasse di inciucio. Temeva che si smarrisse l’integrità della sua parte. Poi nei giorni successivi, di fronte anche al dibattito interno, ha capito che il problema che si trova a dover affrontare il Partito democratico non è quello di doversi distinguere dal segretario, bensì quello di far nascere, per la prima volta, un partito più forte. Poi Cuperlo è di indole schiva. Non voleva dare l’idea di uno in cerca del premio di consolazione.

Ora il Partito democratico è più unito?

Il Pd si è avviato su una strada abbastanza nuova che è quella del ricambio generazionale a tutti i livelli (che riguarderà anche le liste elettorali europee). Sta emergendo una nuova generazione che ha differenze di orientamento, ma che ha la voglia di dimostrarsi all’altezza del compito. E in questo senso potrebbe essere più coeso. Ma c'è anche un altro aspetto da considerare.

Quale?

La personalità di Renzi è talmente prorompente che mi sembra difficile resistergli in questo momento, a meno che commetta degli errori.

A proposito della personalità del “rottamatore”, c’è il rischio di una deriva personalistica nella sua conduzione?

Il rischio c’è. Il partito di Matteo Renzi sarà di stampo plebiscitario-carismatico. Bisognerà vedere se Renzi lo gestirà in forme autoritarie, cosa che io non credo.

Cosa farà invece?