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Politica

SCENARIO/ 1. Franchi: ecco l'asse anti-euro tra Grillo, Berlusconi e Marine Le Pen

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Desta grandi perplessità il fatto che i partiti pensino di imbarcarsi nei tempi lunghi delle riforme istituzionali. Soprattutto dopo che dalle ultime elezioni è emerso un Parlamento così frammentato e dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi, con un governo che ha una maggioranza di “larghe intese ristrette” comunque ancora così traballante.

 

Quanto incide il clima sociale che sta attraversando l’Italia?

Non vorrei sopravvalutare le manifestazioni dei forconi, ma la situazione in cui versa il Paese è segnata dal brodo di cultura, che non abbiamo mai visto in Italia, di una protesta insieme politica e sociale.

 

Si dice che Berlusconi abbia scelto come consulenti un team di professori euroscettici. Quanto conta questa componente nell’attuale scenario politico?

Conta moltissimo. Quello a favore o contro l’euro sarà uno dei temi in assoluto più importanti nella campagna elettorale per le elezioni europee e probabilmente anche nelle elezioni che seguiranno. Lo sarà in tutti i Paesi d’Europa con la sola eccezione della Germania, e in particolare nelle elezioni europee in Francia non c’è sondaggio che non dia il Fronte nazionale di Marine Le Pen come primo partito.

 

Lei che cosa si aspetta dalle prossime Europee?

C’è la forte possibilità di avere un Parlamento Ue in cui la maggioranza sia fondata da forze esplicitamente anti-europeiste o veementemente euro-scettiche. Berlusconi non ha mai avuto un rapporto entusiastico con l’Europa, ma il suo ruolo nel Partito Popolare Europeo gli dava una collocazione sia pur tiepidamente europeista. Se il Cavaliere si sposta sul terreno dell’anti-euro, gli effetti elettorali potrebbero essere imprevedibili in quanto Forza Italia si troverebbe a pescare in un bacino di consensi molto vasto.

 

(Pietro Vernizzi)

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