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RENZI-PENSIERO/ Il "bravo ragazzo" che sfida Beppe Grillo, tra J. Kennedy e Steve Jobs

Pubblicazione:lunedì 16 dicembre 2013

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Alcuni accenni programmatici sono destinati a generare fibrillazioni all’interno della coalizione di governo, dalle unioni civili – su cui Renzi si dichiara prudente, propendendo personalmente per la civil partnership alla tedesca - allo jus soli al “gigantesco piano per il lavoro”, a partire dalla presa d’atto della “fine dell’era ideologica sul lavoro”. Qui si vedrà quanto peserà il distacco sprezzante che finora la Camusso ha ostentato nei confronti di Renzi, dopo aver tentato di ostacolarne la lunga marcia. Sulla riforma della politica, che oramai “rischia di perdere la faccia”, se non introduce riforme radicali, Renzi ribadisce la propria proposta: abolire il Senato, abolire le Province e, appunto, confezionare una nuova legge elettorale entro il termine ultimativo di gennaio/febbraio, prima che si chiuda il periodo utile per andare al voto – non si sa mai! Qui si colloca la sfida al “buffone” Grillo, che ha dichiarato di voler rimandare al mittente i 40 milioni di finanziamento pubblico, ma che, contemporaneamente, preferisce andare alle elezioni con il Porcellum, nella speranza di “fare cappotto”, conquistare la maggioranza assoluta, riempire il Parlamento di fedelissimi e imporre a tutti “cieli nuovi e terra nuova”, con le buone o con le cattive. Il neo-segretario ha invitato il PD a “non inseguire la carretta, ma a guidarla”. Al momento, pare tuttavia che dovrà soprattutto tirarla.



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