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NAPOLITANO/ I piani del Colle per rifare il centrodestra

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

Napolitano pensa che sia necessario un partito di centrodestra decente. Per ora Berlusconi è fuori solo dal Parlamento, ma tra un po’ lo sarà anche dalla politica, e forse con una legge elettorale adeguata Alfano può acquisire il potere necessario per fare questo partito di centrodestra. Questa è l’opzione di fondo di Napolitano, anche se poi dobbiamo chiederci se Alfano può mettere in campo questa forza organizzata sul territorio. In questo momento non ce l’ha ancora, ma non è impossibile costruirla nel prossimo anno-anno e mezzo.

 

Quanto conta Berlusconi come interlocutore istituzionale?

I sondaggi dicono che Berlusconi mantiene un consenso tra il 15 e il 20%. E’ quindi inevitabilmente un interlocutore, anche per la presenza di quei parlamentari che debbono la loro elezione al Cavaliere e che pensano e sperano che sia in grado di farli rieleggere. Trattare con loro è dunque una necessità se si vogliono fare le riforme.

 

Lei che cosa intende quando dice che nei progetti di Napolitano c’è un “centrodestra decente”?

Il centrodestra decente è innanzitutto quello che sa che l’Italia può sopravvivere e forse anche prosperare solo in Europa. Questa posizione Berlusconi ce l’ha un giorno sì, ma un giorno no. Bisogna quindi che cambi e che questa sia la sua posizione di tutti i giorni. Un centrodestra decente è un partito che non ha un proprietario ma un minimo di organizzazione, di presenza, di organismi dirigenti, di congressi e di cariche elettive. E’ un centrodestra che risolve il conflitto d’interessi e che non attacca la magistratura in continuazione.

 

Quali sono le altre caratteristiche di questo centrodestra vagheggiato da Napolitano?

C’è anche il fatto di rappresentare i suoi elettori in modo adeguato, senza aizzarli sempre contro la sinistra. E il senso di una competizione con degli avversari politici, ma non con dei nemici o qualcuno che deve essere delegittimato. Alfano ha ben chiari tutti questi valori, che invece sono estranei all’”incultura politica di Berlusconi”.

 

Che cosa ne pensa invece dell’atteggiamento di Berlusconi nei confronti delle proteste dei forconi?

Berlusconi pensa di poter cavalcare questa protesta, che ha alcune ragioni legate a ovvie difficoltà economiche, mentre altre motivazioni sono di natura politica. In quella protesta è entrata pesantemente una destra eversiva. Purtroppo in un Paese che vive oramai da quattro o cinque anni in crisi il disagio c’è, anche se strumentalizzato. A mobilitarsi non sono infatti i più disagiati, bensì quanti hanno determinate risorse e che controllano anche soltanto la risorsa strategica dei trasporti.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/12/2013 - Non è che siamo su scherzi a parte? (Carlo Cerofolini)

Se ho ben capito un “centrodestra decente” sarebbe un partito che deve piacere a Napolitano e alle sinistre - e quindi in definitiva perdente – e per di più pure succube di un’Ue, a trazione tedesca, espresso di Babele (copyright M. Thatcher)? Ma non è che siamo su scherzi a parte?

 
17/12/2013 - Se Renzi fa il socialdemocratico... (Ivio Nicola Marongiu)

Qualcuno dovrà fare il democristiano. Questa è l'alternanza credibile,riconoscibile per il nostro Paese perchè fondata sulle culture politiche che sono state protagoniste delle fasi di crisi e di ricostruzione, dalla nascita della Repubblica fino all'affermazione conclamata del berlusconismo. Il berlusconismo infatti è stato una degenerazione, forse ineludibile e naturale, di Forza Italia che vinse contro la sinistra ancora comunista di Occhetto perchè ad essa si rivolsero gli orfani di guerra della DC che credevano di ritrovarvi gli ideali e le garanzie democratiche e di sviluppo del popolarismo ocristiano.Oggi il giovane Renzi impaurito dall'assenza di ideali del renzismo attinge saggiamente dalla cultura socialista e democratica italiana che va dalla doppiezza togliattiana a Craxi fino al riformismo bernasteiniano di Napolitano. Alfano ha risorse culturali ben più ricche cui attingere: il popolarismo cattolico, democratico, riformista e governativo dei De Gasperi,ma anche Dei Fanfani o ecc. ecc. Alfano la smetta di temere Berlusconi e si dica a chiare lettere erede della Dc, si colleghi subito con il Partito popolre europeo, fondi finalmente il PPI e chiuda quella strana e inutile cosa che è il ncd. L'Italia in maggioranza non aspetta altro. Faccia presto e vinca. Altrimenti lasci fare ad altri.

 
17/12/2013 - commento (francesco taddei)

perchè se uno pensa che la giustizia va riformata, che l'europa è troppo oppressiva sia economicamente che culturalmente, se uno crede nella sicurezza delle frontiere, se sei cattolico, sei indecente? perchè sei democratico solo se accetti i dettami di sinistra?