BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SPILLO/ Se l'unico antidoto alle sparate di Beppe Grillo è l'Uomo dell'anno

Beppe Grillo (Infophoto)Beppe Grillo (Infophoto)

A fronte di tutto ciò, è evidente che anche al più mite cittadino (che magari fa fatica a trovare i soldi per il latte dei suoi piccoli) venga voglia di imbracciare un bastone, o di ripristinare almeno l’antico rito delle pece e delle piume. Difficile immaginare quindi che una forza politica nata sull’onda della protesta popolare si lasci scappare l’occasione di incrementare il proprio bottino di voti spingendo a fondo sul pedale del malcontento. Dal punto di vista della comunicazione, poi, Grillo ha molte armi in più di qualunque suo avversario politico, visto che è capace di far riflettere sul fatto che il re è nudo facendo ridere a crepapelle. In questo è certamente allineato con i più innovativi professionisti della comunicazione sociale del mondo, che riescono a far riflettere su tematiche difficili come l’AIDS, la violenza sulle donne o la disabilità grave, ricorrendo innanzitutto all’ironia. Detto questo, non può non destare una seria preoccupazione - in chi è sinceramente interessato alla tenuta del tessuto sociale - il fatto che le crescenti intemerate verbali, le liste di proscrizione, gli insulti al Capo dello Stato e via discorrendo, rischino di trasformarsi in vere e proprie mine poste alle fondamenta del sistema democratico. Già le assai curiose tesi di Casaleggio sulla democrazia delle rete ne sono una riprova, visto che il suo approccio al web nasconde – e nemmeno così bene – l’idea che nella rete c’è la soluzione di tutto… purchè ci siano loro a guidarla! (Lo si capisce bene da cosa succede quando sul web qualcuno dei loro adepti si permette di non essere d’accordo…).

Purtroppo queste contraddizioni, evidenti ai più riflessivi e ragionevoli, vengono immediatamente sommerse dall’ipocrisia della prassi politica che Grillo ha buon gioco nello stigmatizzare ogni giorno. Il fatto che le forze politiche maggiori abbiano deciso di occuparsi seriamente della legge elettorale solo dopo che la Corte Costituzionale ha suonato la campanella della fine della ricreazione e che solo a fronte di preoccupanti manifestazioni popolari e alla pressione costituita dall’aria nuova che gira nella segreteria del PD si comincino a tagliare un po’ i costi della politica, tutto ciò costituisce un oggettivo rifornimento di munizioni per la battaglia grillina.