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SPILLO/ Se l'unico antidoto alle sparate di Beppe Grillo è l'Uomo dell'anno

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Un’ultima riflessione riguardo al fatto che Papa Francesco sia stato indicato da Time come “Uomo dell’Anno”: probabilmente, ciò che ha colpito è stato il fatto che il prete Bergoglio è rimasto lo stesso quando è diventato Cardinale, e ancora lo stesso quando è diventato Papa. La sua attenzione ai poveri, il suo modo di vivere modesto, sono rimasti identici. In un mondo in cui i responsabili di importanti istituzioni hanno mentito ai cittadini, i vertici di grandi banche hanno mentito a clienti e azionisti, continuando poi a comportarsi come prima, il Pontefice predica la povertà della Chiesa…ma contemporaneamente chiude con lo Ior degli scandali, cambia radicalmente la governance della Chiesa-istituzione, emargina chi amava trafficare con la finanza…per limitarci solo a parlare di questo. Si potrebbe dire che è stato indicato come “Uomo dell’anno” all’insegna della coerenza, perché una volta giunto al Soglio di Pietro ha continuato a mantenere la distanza che ha sempre avuto da chi “predica bene e razzola male”, altro antico proverbio che ben si addice a tanta parte della classe dirigente che ha ridotto l’Italia in questo stato. Un esempio concreto da seguire per tutti: laici e cattolici, politici di governo e di opposizione, responsabili della res pubblica, delle imprese e comuni cittadini. 

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