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Politica

SCENARIO/ 1. Occhetto: tra Renzi e Napolitano sarà scontro

Secondo ACHILLE OCCHETTO, la scissione potrebbe rendersi inevitabile se Renzi assumerà una posizione di liberismo a oltranza sulle questioni economiche e sociali

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In campagna elettorale, Renzi si era blandamente riposizionato a sinistra, per impedire ai suoi avversari di indicarlo come quinta colonna del berlusconismo. Vinte le primarie, tuttavia, ci ha messo pochi istanti a tornare sulle sue originali posizioni: ponendo il veto sulla web tax, ipotizzando un nuovo contratto a tempo indeterminato privo di Articolo 18 e rispondendo alla Cgil che lo invitava a studiare assieme nuove misure occupazionali: «io non concerto niente, piuttosto i concerti li organizzo a piazza del Duomo». Abbiamo chiesto ad Achille Ochetto, già segretario del Pds, cosa ne sarà del Pd.


Il Pd rischia di perdere definitivamente la sua connotazione di sinistra?

Non sono d’accordo con la vulgata secondo cui il problema di un Pd che sbandi a destra si ponga adesso che è stato eletto Renzi. La cosiddetta opposizione di sinistra al sindaco di Firenze, infatti, è costituita dai vecchi gruppi di potere che, di sicuro, non hanno mai avuto tratti di sinistra.

Si riferisce a D’Alema, Veltroni, Rosy Bindi e via dicendo?

Lasciamo pure ai lettori facoltà di immaginare con la più ampia scelta possibile…

Perché il vecchio establishment non si può considerare di sinistra?

Perché è stato responsabile dei molteplici inciuci con Berlusconi, di una scelta neoliberista in campo economico e sociale e di aver accettato supinamente il diktat della presidenza delle Repubblica rispetto alla politica delle grandi intese, ipotesi ben distante dagli ideali di sinistra per i quali alcuni di noi hanno combattuto una vita.

In ogni caso, cos’è diventato, a questo punto, il Pd di Renzi?

E’ presto per dirlo. Mi spiego: di Renzi vanno sottolineati due aspetti. Il rinnovamento: ha posto il problema del ricambio della classe dirigente, ribadendo, finalmente, che il centrosinistra deve dettare l’agenda politica, non subirla. Il secondo è un interrogativo: rimessa in moto la situazione, che posizioni assumerà in campo economico e sociale? Il rischio di uno spostamento a destra, su posizioni ulteriormente liberiste, è forte. Per questo, nel corso delle primarie, lanciai un appello: se volete ancorare Renzi a sinistra, votate Civati.

E perché non Cuperlo?

Nonostante le sue posizioni personali spesso apprezzabili, è troppo legato a quei ceti di potere che milioni di cittadini, con le primarie, hanno fatto sapere di voler spazzare via. Sia Civati che Renzi, invece, sono portatori del rinnovamento, ma il primo è più a sinistra del secondo.

Ora nel Pd c’è il rischio di una scissione?