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LEGGE ELETTORALE/ Bruno (Fi): bene il "doppio turno" alla Renzi, a una condizione...

Pubblicazione:lunedì 2 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 2 dicembre 2013, 10.54

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Da qui al 3 dicembre, quando la Corte costituzionale si pronuncerà sul Porcellum (può accogliere le obiezioni di legittimità, ma anche no), il Parlamento non potrà ovviamente riformare la legge elettorale. Potrà, tuttavia, «battere un colpo», come ha promesso (via Twitter) Renzi a Roberto Giacchetti, deputato del Pd da mesi in sciopero della fame perché la legge Calderoli venga abolita. Se il Parlamento, invece, non darà alcune segno, potrebbe essere il governo a prendersi in carico la questione. Almeno, a quanto sostiene il ministro per le riforme Gaetano Quagliariello. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Donato Bruno, senatore di Forza Italia e membro della commissione Affari costituzionali che si sta occupando proprio della riforma. 

 

A che punto siamo arrivati?

Assieme alla correlatrice del Pd, Doris Lo Moro, avevamo depositato il cosiddetto “pillolato”, uno schema di massima contenente tutti i punti rispetto ai quali, dopo aver discusso due mesi, eravamo riusciti a trovare un accordo; accordo che è durato fino a quando una fazione maggioritaria del Pd, che fa capo a Renzi, non ha insistito per presentare una proposta contenente il doppio turno.

 

E a voi, il doppio turno non va bene.

Fino a quando non sarà superato il bicameralismo perfetto, ci sarà sempre il rischio di maggioranze eterogenee nei due rami del Parlamento. Modificata opportunamente la Costituzione, invece, non abbiamo alcuna obiezione in merito. Va anche detto che, in questa fase, eravamo d’accordo nel concentrarci su quelle modifiche all’attuale sistema che avrebbero potuto impedire una censura da parte della Corte costituzionale.

 

In ogni caso, come è andata a finire?

L’ordine del giorno contenente il doppio turno non ha avuto il consenso sperato: in commissione, 12 hanno votato a favore, 10 hanno votato contro, e 5 si sono astenuti; ma l’astensione, al Senato, vale come voto contrario. Contestualmente a questa vicenda, il senatore Calderoli ha proposto un altro odg a favore del ritorno al Mattarellum e della sua adozione fino a quando non sarà modificata la legge elettorale.

 

Forza Italia cosa chiede?

Abbiamo depositato un odg in cui sottolineiamo come, in questa fase, sia necessario modificare l’attuale sistema, garantendo l’attribuzione di un premio di maggioranza esclusivamente al partito, o alla coalizione, che abbiamo raggiunto la soglia del 35-40 per cento.

 

Se nessuno raggiunge tale soglia, ci ritroviamo con un proporzionale puro.

Certo. D’altra parte, in Italia si è governato per 50 anni con il proporzionale senza problemi. In ogni caso, accanto al nostro odg e quello di Calderoli, ne è stato depositato un altro, a firma della senatrice Isabella De Monte in cui si chiede, in sostanza, di tornare al Mattarellum, e un altro ancora, dei 5 Stelle, in cui si propone un mix di sistemi stranieri. Tali odg saranno votati lunedì 2 dicembre, alla vigilia della pronuncia della Corte costituzionale.

 

Troverete l’accordo?


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