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SCISSIONE PD?/ Vaccaro: per evitarla Renzi faccia come Obama con la Clinton

Secondo GUGLIELMO VACCARO, chi vincerà le primarie dovrà essere in grado di farsi carico della responsabilità di ricompattare la frattura che si sarà determinata in seno al partito

Gianni Cuperlo e Pier Luigi Bersani (Infophoto) Gianni Cuperlo e Pier Luigi Bersani (Infophoto)

La concorrenza di Renzi si fa agguerrita. D’altra parte, il sindaco di Firenze è dato come vincitore quasi certo delle primarie e agli sfidanti non resta che affinare le armi per evitare, almeno, che vinca a mani basse. Gianni Cuperlo, ospite della trasmissione In Mezz’ora ha deciso di andarci giù pesante. Replicando al rottamatore, che su Repubblica aveva fatto sapere che ignorerà del tutto l’esistenza del Nuovo centrodestra ("loro hanno 30 parlamentari, noi 300"), ha spiegato: “Renzi offre un assist a Berlusconi", per poi aggiungere: “chi vuole che il governo vada a casa è il leader storico del centrodestra e preoccupa che il candidato segretario del Pd faccia da sponda a Berlusconi". Come se non bastasse, secondo Cuperlo, Renzi non metterebbe solamente a repentaglio la stabilità del governo, ma anche l’unità del Pd. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Guglielmo Vaccaro, deputato cuperliano.


Renzi rischia realmente di mettere a repentaglio l’unità del partito?

Siamo nell’ultima settimana della compagna congressuale. I toni sono più accesi de solito. Spero che tali dinamiche possano ricondursi alla logica del conflitto naturale. Tenderei, quindi, a gettare acqua sul fuoco.


Ma i rischi di spaccatura ci sono o no?

Beh, sa, si sta spaccando tutto, Scelta civica, il Pdl… Insomma, una certa sindrome da scissione è piuttosto diffusa. Resta il fatto che, di norma, i congressi sono fatti per unire. C’è da capire, quindi, in quest’ultima settimana quali sono le proposte realmente in campo. Di sicuro, le prospettive di Renzi e di Cuperlo sono particolarmente divergenti, specie in merito al sostegno al governo o al rapporto con gli altri partner europei. Di sicuro, in ogni caso, di scontri tali da portare a fratture, si potrà parlare dopo l’8.


Appunto. Dopo l’8, le linee politiche potrebbero essere così inconciliabili da determinare una scissione?

Dipenderà tutto da cosa intenderà fare il vincitore delle primarie del patrimonio di responsabili che si troverà a gestire. Obama ha vinto le primarie a mani basse, ma ha invitato la Clinton a fargli da segretario di Stato. Non ci troverei nulla di scandaloso nel replicare lo schema americano. Chi vince, in sostanza, avrà la responsabilità di ricompattare.


Conoscendo Renzi, se lui vince cosa potrebbe accadere?

Guardi, normalmente, incarichi di questo genere trasformano le persone. Non è pensabile che il Renzi segretario sia uguale al Renzi della campagna elettorale. Assisteremo ad una metamorfosi significativa che, del resto, c’è già stata nel corso della campagna.


Cosa intende?