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Politica

LEGGE ELETTORALE/ Col Mattarellum "corretto" vince Berlusconi, a Renzi serve il doppio turno

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

A dire il vero, resta da capire come si comporterebbero i suoi elettori: in passato, con i collegi uninominali, ha avuto parecchie difficoltà. Il candidato unitario, infatti, spesso non era votato da tutto il potenziale bacino di centrodestra. Questo perché, magari, l’esponente della Lega non veniva votato dagli elettori di An, o viceversa.

 

Di recente c'è pure stata la scissione tra Forza Italia e il Nuovo centrodestra. La dinamica che lei descrive potrebbe quindi accentuarsi?

Ciò che non è chiaro è se la frattura potrà ricomporsi. Se i due partiti decidessero di correre assieme, credo che le difficoltà, rispetto al passato, sarebbero minori. Dopo 20 anni, la convivenza tra le anime del centrodestra è ormai stata sperimentata. Basti pensare alla Lombardia, dove Maroni è stato votato dall’elettorato di centrodestra senza particolari tribolazioni.

 

Non crede che questo dipenda dal fatto che il bipolarismo si sia ormai consolidato nella cultura italiana?

Gli italiani, indubbiamente, hanno imparato ad accettare di dover votare per una coalizione o per l’altra, nonostante l’eterogeneità interna ad entrambe. Non dimentichiamo, però, che nel 2013 è emerso un terzo polo.

 

Con tre poli, il Mattarellum corretto riuscirà a garantire una maggioranza di governo?

Dipende da come funzionerà il premio di maggioranza. Se la quota assegnata in precedenza con il sistema proporzionale sarà conferita alla coalizione che ha ottenuto più seggi, allora si determinerà una forza vincente. Resta da capire se tale meccanismo sarebbe applicato anche al Senato.

 

Cosa farà il centro?

Qualsiasi sistema maggioritario incentiva le alleanza in grandi coalizioni. Difficilmente possiamo immaginare che il polo centrista continui a esistere autonomamente, oltretutto senza più la leadership di Mario Monti. Verosimilmente, le componenti che fanno capo a Mauro e a Casini tenderanno a rivolgersi verso il centrodestra deberlusconizzato; qualcuno, poi, potrebbe passare al Pd renziano.

 

C’è sempre in ballo il Renzellum.