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LEGGE ELETTORALE/ Col Mattarellum "corretto" vince Berlusconi, a Renzi serve il doppio turno

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Entro le Europee, Renzi dovrà portare a casa almeno un importante risultato. Se non ci riuscisse, gli elettori si convincerebbero velocemente del fatto che il sindaco di Firenze è stato solo bluff. Ora, dato che, realisticamente, non è in suo potere intervenire in tempi rapidi e in maniera incisiva sull’occupazione, sull’economia e sulla situazione sociale del Paese, non gli resta che la legge elettorale. Intestarsi il merito dalle riforma sarebbe già molto. Di qualunque riforma. Il Renzellum (se nessuno, al primo turno, ottiene almeno il 40% dei voti, si va al secondo; introduzione delle preferenze; rivisitazione dei collegi) difficilmente andrà bene al centrodestra che, a più riprese, ha fatto sapere di poter accettare il doppio turno solo quando sarà superato il bicameralismo perfetto. Resta, quindi, il Mattarellum modificato, ipotesi sulla quale il sindaco di è detto disponibile a ragionare: il 75 per cento dei seggi viene assegnato sulla base di collegi uninominali, il restante 25, assegnato su base proporzionale secondo lo schema originario, sarebbe trasformato in premio di maggioranza. Abbiamo chiesto ad Alessandro Chiaramonte, politologo, che scenari si prefigurano.


A chi conviene il Mattarellum modificato?

In via generale, un sistema maggioritario con un premio di maggioranza conviene, evidentemente, al partito o alla coalizione che, in prossimità delle elezioni, è convinto di vincerle. Tuttavia, al di là dei rapporti di forza tra le componenti politiche, dobbiamo considerare che l’eventuale Mattarellum corretto conterebbe una serie di elementi che potrebbero determinare delle sorprese.

 

Quali?

Normalmente, nei collegi uninominali, la qualità del candidato e la sua presenza sul territorio contano parecchio, spesso a scapito della leadership nazionale. Tuttavia, tale circostanza, in gran parte viene assorbito dal fatto che gli italiani sono ormai piuttosto abituati a votare in virtù del loro orientamento ideologico e di chi sarà il candidato premier. Un fattore effettivamente determinante sarà, invece, rappresentato dalla distribuzione dei voti.

 

Cosa intende?

Quella del centrodestra, essendo omogenea su tutto il territorio, è migliore di quella del centrosinistra che, al contrario, è concentrata al centro. Naturalmente, con i collegi uninominali, avere molti voti in più degli altri in una determinata zona rappresenta uno “spreco”, dato che ne basta uno solo di differenza per ottenere il seggio. E’ stato dimostrato che il centrodestra, nel 2013, avrebbe preso più seggi del centrosinistra, se ai suoi voti fosse stato applicato il Mattarellum.

 

Quindi, il centrodestra, con il Mattarellum modificato avrebbe buone chance di vincere le elezioni?




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