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IL CASO/ Ostellino: la Merkel sta realizzando il piano di Hitler sull'Italia

Pubblicazione:sabato 21 dicembre 2013

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

L’Ue ha una vocazione totalitaria, basti guardare a come ha organizzato la divisione del lavoro. L’Italia è un produttore di latte e di zucchero, ma dobbiamo distruggerne una parte perché così vuole l’Ue, per essere così costretti a comperarne dalla Germania e dalla Francia. Se questa non è la “divisione del lavoro” tra le Repubbliche del Patto di Varsavia che aveva stabilito Stalin, non saprei come chiamarla.

 

Che cosa ne pensa invece del voto di ieri sulla legge di stabilità?

E’ la manifestazione di una “doppia verità”, da un lato c’è quello che si afferma e dall’altra quello che si pensa. Come direbbe Machiavelli, è un escamotage per affermare la realtà come dovrebbe essere e non la realtà effettuale.

 

Qual è in questo momento la realtà effettuale dell’Italia?

La realtà è che il Paese è allo stremo per colpa delle tasse. L’Italia sta scomparendo e si sta dissolvendo perché una serie di imprenditori muoiono e numerosi cittadini non sono in grado di sopravvivere economicamente. Quando il debito pubblico è ormai al 134% del Pil, la spesa pubblica aumenta e la decisione del governo è quella di assumere nella pubblica amministrazione alcune migliaia di precari, non c’è più nessuna speranza. Il futuro di questo Paese dovrebbe essere di ridurre le dimensioni dello Stato di almeno il 40%.

 

L’Italia non è in qualche modo obbligata a compiere determinate scelte per il timore dei mercati e dello spread?

Dietro il termine collettivo “i mercati” ci sono dei soggetti, e questi soggetti si chiamano Angela Merkel e François Hollande. Se avesse vinto la seconda guerra mondiale, il progetto di Hitler era quello di trasformare l’Italia in un Paese agricolo, fornitore della Germania assunta al rango di grande potenza industriale. Hitler ha perso la guerra e non è riuscito a realizzare questo suo progetto con la violenza.

 

Che cosa c’entra Hitler adesso?

La Merkel sta realizzando in modo apparentemente pacifico il progetto hitleriano, la cui idea di fondo è che la Germania si arricchisca alle nostre spalle mentre noi ci impoveriamo. L’Italia è il punto più debole dell’Ue, e come diceva Machiavelli la politica si fa con i rapporti di forza. Poiché l’Italia è priva di questa forza politica, si deve adeguare a quanto afferma la signora Merkel. Il Cancelliere fa gli interessi della Germania, che nel frattempo esporta e si arricchisce, mentre l’Italia non esporta e si impoverisce.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
21/12/2013 - Lungimiranza di M. Thatcher e AAA cercasi Ulisse (Carlo Cerofolini)

E non dite che Margaret Thatcher non aveva detto giusto quando definì l’Ue un espresso di Babele. Non per nulla la Gran Bretagna si è tenuta ben stretta la sterlina e non getta soldi a profusione nella fornace eurolandica pro Germania, come scioccamente facciamo noi. Ops, dimenticavo tanto ai nostri politici tutto questo non interessa perché i soldi mica sono loro, sono nostri. AAA disperatamente un Ulisse cercasi che ci porti fuori dalla spelonca di Polifemo, ovvero dall’Ue.

 
21/12/2013 - Germania vs Italia (Diego Perna)

La Germania ha tutto l' interesse a che l'Italia non soccomba subito, ma lentamente come sta succedendo, non é la Grecia, occorre il tempo per assorbire la non solvibilità di una nazione di 60mln di abitanti ormai ferma su tutto. Non ci sarà nessuna crescita e lo sbandierarlo a ogni occasione è per il governo la maniera per non perdere le poltrone. Chi non è d'accordo sul fatto che con i vincoli a strozzo dell'europa avremo recessione ancora per anni, non guarda con occhi privi di pregiudizio alla realtà di tutta l'Italia, nord centro e sud, o al manifatturiero, che non è solo d'esportazione ma legato al mercato interno che è stato distrutto, per volere di Monti e ora di Letta, che è lo stesso. Buona fortuna

 
21/12/2013 - Commento su Caso Merkel e Hitler (Guido Guastalla)

È evidente l'uso del paradosso da parte di Ostellino. Questo uso però serve a chiarire lo stato delle cose, che purtroppo corrisponde all'analisi di Ostellino. Il piano tedesco si fonda sulla divisione degli altri paesi d'Europa e sulla capacità della Germania di affrontarli separatamente. Quelli più forti si illudono di stare da forti col più forte, quelli più deboli hanno paura del più forte, la Francia infine pensa di poter continuare nella diarchia di potere, senza rendersi conto che sarà l'ultimo boccone della Germania. Da ultimo: una funzione sia pur subordinata e flessibile come quella delineata dal lettore Crippa era possibile per il nord Italia fino a che senza Euro l'Italia era competitiva. Oggi invece la Germania si può rifornire sia in paesi europei non aderenti all'euro come Slovacchia, Ungheria, Rep. Ceca etc., sia extracomunitari. Infatti molta della produzione di componentistica è già emigrata dall'Italia. È l'emorragia contnuerà con un ulteriore impoverimento delle basi produttive e tecnologiche del paese. Credo quindi corretta l'analisi di Ostellino anche se purtroppo pessimistica.

 
21/12/2013 - Ostellino esagera ma coglie un punto importante (Giuseppe Crippa)

A Ostellino non difetta certo l’incisività nel proporre le sue idee e di questo gli si dovrebbe essere grati perché proprio in momenti di difficoltà come questo abbiamo sempre più bisogno di sentirci ripetere che non dobbiamo affidare allo Stato (in realtà agli uomini che lo gestiscono, i burocrati) la nostra realizzazione, che è un po’ come dire ad un drogato che deve cercare di disintossicarsi e non semplicemente chiedere il metadone al Servizio Sanitario Nazionale. Sbaglia però quando pensa che la Germania voglia un’Italia prevalentemente agricola: alla Germania serve un’industria manifatturiera “leggera e flessibile” che si integri coi colossi tedeschi e questo in parte è già vero soprattutto nell’Italia del nord dove per esempio sono presenti società che offrono componentistica alle case auto tedesche.