BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL CASO/ Renzi fa riunioni alle 7.30? Churchill (e Stalin) dormivano tutto il giorno...

Winston Churchill (1874-1965) (Immagine d'archivio)Winston Churchill (1874-1965) (Immagine d'archivio)

Si sapeva che lo stile di Winston Churchill era piuttosto disinvolto. Quando nel maggio del 1941 quello squinternato di Rudolph Hess fuggì con un aereo dalla Germania e atterrò nella tenuta del Duca di Hamilton in Scozia, per ragioni tuttora inspiegabili, Churchill fu subito avvertito mentre era a Downing Street. La sua reazione e il suo commento furono lapidari: "Mi state dicendo che il numero 2 del nazismo è fuggito dalla Germania ed è arrivato qui? Va bene, vedremo, ma ne riparliamo domani mattina, perché stasera devo guardare l'ultimo film dei fratelli Marx".

L'abate Faria, dopo aver ricordato, ha commentato: altro che sette di mattino, altro che esempi di efficienza, di scattismo e di vita salutista. Eppure Churchill ha sconfitto Hitler.

L'abate Faria ha bofonchiato a un certo punto anche un esempio calcistico. Gli avevano detto che Omar Sivori, un argentino, un "angelo dalla faccia sporca", dormiva quasi tutto il giorno, si allenava poco, fumava quaranta "americane" senza filtro al giorno. Anche mentre andava sul pulman allo stadio per giocare, lui dormiva. Quando qualcuno glielo fece notare, rispose seccamente: "Io dormo sempre fuori dal campo, mentre ce ne sono molti che dormono soprattutto mentre si gioca in campo". Nessuno ebbe più il coraggio di contestargli anche la sigaretta mentre indossava la maglietta della Juve e quella che fumava, a partita finita, anche sotto la doccia". Perché? Perché, come scriveva Gianni Brera, "quel cabezon è capace di marcare gol anche con le orecchie".

Ma l'abate Faria doveva mostrare anche il secondo grande volume nascosto nel suo pagliericcio. Un altro diario, "Gli anni di Mosca 1934-1945", di Georgi Dimitrov, il bulgaro comunista protagonista del processo di Lipsia e assolto per l'incendio del Reichstag, grande segretario generale del Komintern. Nella notte tra il 3 e 4 marzo del 1944, Ercoli, cioè Palmiro Togliatti, venne sbattuto giù dal letto e convocato da Stalin, presente Molotov. Togliatti aspettava da mesi questa convocazione, che non arrivava mai. Certo, non si aspettava che arrivasse di notte, ma Stalin si era svegliato, tanto per cambiare, alle 11 di sera.

Qui l'abate Faria ha un cero imbarazzo: certo Stalin non è un esempio da imitare, ma di politica ne masticava abbastanza. In tutti i casi, in quella circostanza, Stalin dettò a Togliatti niente meno che la famosa "Svolta di Salerno", quella di cui i comunisti italiani vanno tanto fieri (come esempio di un comunismo tutto italiano), ma che non hanno affatto elaborato. Che cosa disse Stalin a Ercoli? Ecco cosa scrive Dimitrov: "Nella fase data, non esigere l'immediata abdicazione del re; i comunisti possono entrare nel governo Badoglio; bisogna concentrare i propri sforzi soprattutto nella creazione e nel consolidamento della unità nella lotta contro i tedeschi".