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SONDAGGIO/ Buttaroni (Tecnè): effetto-Renzi, ma Berlusconi e Alfano sono il primo partito

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il Nuovo Centrodestra va a pescare nell’area di Scelta Civica che è la forza elettorale che sta più soffrendo.

 

Se c’è, chi è l’anti-Renzi?

Al momento l’anti-Renzi non c’è; non c’è un leader che può stare sulla sua stessa frequenza. Il leader Pd si contrappone agli altri partiti giocando sui loro stessi campi.                                                           

 

Ma Renzi è un valido leader nazionale secondo gli italiani?

L’effetto che ha sul Pd dice molto. Renzi è l’anti-Grillo sul piano del cambiamento (o meglio della rivoluzione) della politica ed è allo stesso tempo un leader che si contrappone a Berlusconi per quanto riguarda la riforma del Paese. Ha il vantaggio di giocare la sua leadership su due fronti e piani elettorali diversi.

 

Il Movimento 5 Stelle rappresenta il terzo polo o è invece possibile la nascita di un soggetto centrista?

In questo momento vedo molto difficile la nascita di un polo di centro che si contrappone al centro-sinistra e al centro-destra. Ora vi sono diverse forme di bipolarismo che convivono fra di loro in uno spazio oltretutto molto ridotto.

 

Ci spieghi.

La prima forma di bipolarismo è rappresentata da Grillo che si contrappone a tutti gli altri (scontrandosi però, anche qui, con Renzi che incarna la rivoluzione). L’altro bipolarismo è invece quelle interno alle istituzioni che riguarda la natura più tradizionale delle stesse. Abbiamo dunque Renzi leader del centro-sinistra e Berlusconi leader del centro-destra.

 

Per chiudere, il gradimento verso Giorgio Napolitano ed Enrico Letta?

Il presidente della Repubblica non è rientrato nell’analisi in quanto abbiamo monitorizzato la situazione del governo. Quindi per quanto riguarda la fiducia sull’esecutivo, questo subisce e sconta i conflitti che ci sono stati all’interno della maggioranza, la pressione che arriva da Renzi (nonostante sia collega di partito del premier) che esprime voglia di cambiamento, e le difficoltà di governare in un momento come questo.

 

Fiducia in calo quindi…

È in calo e lo è da diverse settimane: è scesa al 34,7%. Ma non dobbiamo dimenticare che nel momento in cui è stato dato l’incarico a Letta sono state riposte nel governo diverse attese e speranze, molte delle quali irrazionali e molto difficili da realizzare. In questo momento l’esecutivo paga il non aver risposto a delle attese che ponevano l’asticella molto in alto.

 

(Fabio Franchini)



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