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SCENARIO/ Berlusconi e la politica dei due forni (della vecchia Dc)

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

È quanto sta avvenendo in tema di legge sul lavoro, con l'insinuazione di aver sposato in toto il programma del centrodestra. Un'accusa che il sindaco-segretario non può tollerare, e i berluscones lo sanno benissimo, rigirando con soddisfazione il coltello nella piaga. 

Per quanto riguarda i rapporti con il Movimento 5 Stelle, essi non possono che essere strumentali su alcune battaglie che accomunano i due partiti e che non possono essere appannaggio esclusivo degli uomini di Grillo, come si è visto nel caso della riforma delle province. Del resto, il Cavaliere è convinto che quello grillino sia in buona parte un elettorato che sia possibile convincere a tornare a votare per il centrodestra. 

Ma per farlo ha bisogno di rivoluzionare il suo partito. Le mosse sono allo studio, volti nuovi e giovani, per tenere il passo della segreteria renziana di quarantenni che ha molto colpito Berlusconi. Smentito un radicale repulisti, che lo stesso Cavaliere ha definito una voce delle più false, in questa partita si gioca comunque gran parte delle residue chanches di rilancio di Forza Italia. L'operazione facce nuove sta avvenendo con ritmi e logiche da campagna elettorale, perché la speranza di un voto politico abbinato con le europee di maggio non è ancora definitivamente riposta in soffitta. Ma se non sarà credibile, sarà un ulteriore passo verso il declino di un partito il cui leader è azzoppato dalle sentenze e dalle pendenze giudiziarie.

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