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SCENARIO/ Polito: Letta-Renzi, occhio alla "trappola" di Berlusconi

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

E’ difficile che i diversi partiti presenti sulla scena politica italiana, e in particolare Berlusconi, si elevino al di sopra delle contingenza politica e abbiano la forza e il coraggio di collaborare a costruire un nuovo assetto istituzionale. Mancano cioè la nobiltà d’animo e la lungimiranza che sarebbero necessarie e auspicabili, ma che finora non ha dimostrato nessuno dei poli, a partire da Berlusconi.

 

Sulla legge elettorale invece è possibile un accordo con Forza Italia?

Qui la questione è ancora più complicata, in quanto è certamente auspicabile avere maggioranze più ampie di quelle che compongono il governo. Anche se il problema è che quando la legge elettorale viene fatta rompendo lo schieramento di governo, ciò di solito comporta come conseguenza il ritiro dalla maggioranza, e quindi la crisi di governo. La legge elettorale è la madre di tutte le leggi. Se un partito che sta in maggioranza vede che la fanno senza di lui, o peggio contro di lui, ha come arma di reazione quella di provocare la caduta del governo. Si tratta di una reazione ancora più potente, perché dal momento che non si può andare al voto con l’attuale legge elettorale non c’è neanche lo sbocco delle elezioni anticipate.

 

Letta ha anche detto che introdurrà lo ius soli. Può essere una buona idea?

Lo ius soli in linea di principio vorrebbe dire che chiunque nasce sul nostro territorio è italiano. E’ una norma che però non tutti i Paesi hanno, perché è più adatta a una situazione di Stati spopolati che invitano ad andare lì a vivere. E’ un po’ l’idea degli Stati Uniti d’America, che se si escludono i pellerossa in origine non avevano una popolazione residente autoctona e sono nati come un Paese d’emigrazione.

 

Insomma lo ius soli non va bene per l’Italia?

Diciamo che in Italia esiste una situazione di partenza molto diversa, in quanto da molti secoli abbiamo una popolazione indigena insediata con una forte densità. Altro discorso sarebbe quello di collegare la cittadinanza con il percorso di studi, per cui il bambino che nasce qui e frequenta tutte le scuole dalle primarie alla maturità acquisisce il diritto a essere italiano.

 

(Pietro Vernizzi)



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