BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Polito: Letta-Renzi, occhio alla "trappola" di Berlusconi

Per ANTONIO POLITO, il tentativo di Renzi di approvare la legge elettorale insieme a Berlusconi è pericoloso, perché rischia di lasciare fuori dall’accordo parti dell’attuale maggioranza

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Il tentativo di Renzi di approvare la legge elettorale insieme a Berlusconi è pericoloso, perché rischia di lasciare fuori dall’accordo parti dell’attuale maggioranza che sarebbero poi tentate di fare cadere il governo. Condivido invece l’idea di provare a fare le riforme istituzionali insieme a Forza Italia, anche se dubito che ci si riesca ad andare oltre l’abolizione del bicameralismo perfetto”. Lo evidenzia Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, dopo che nella sua conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha osservato: “Renzi fa parte di quella svolta generazionale di cui parlavo prima: lui fa bene a parlare con Forza Italia e con altri che non fanno parte della maggioranza di riforme istituzionali. E Berlusconi le deve fare, senza terminare la sua carriera con una deriva populista e nichilista”.

 

Polito, che cosa ne pensa dell’apertura di Letta al tentativo di Renzi di fare le riforme insieme a Forza Italia?

Non fosse altro che perché richiedono una maggioranza dei due terzi, le riforme costituzionali sono necessariamente destinate a essere fatte con maggioranze più vaste di quelle di governo. Il tentativo di Renzi di dialogare con Forza Italia è una cosa giusta, sensata e ovvia. Tanto è vero che il tentativo di modificare l’articolo 138 della Costituzione è stato abbandonato proprio perché Berlusconi e Forza Italia si sono ritirati da quella maggioranza costituzionale.

 

Ritiene possibile un accordo bipartisan?

Sulle riforme limitate che sono ormai in discussione, in particolar modo sull’introduzione del monocameralismo e la fiducia al governo affidata solo a Montecitorio, c’è oggettivamente un consenso vasto in Parlamento.

 

Berlusconi accetterà di fare delle riforme condivise?

Questo è l’auspicio che viene rivolto a Berlusconi da quando è comparsa la sua stella nel ’94. Il suo passaggio nella politica italiana ha un senso compiuto se completa anche un passaggio a una nuova Repubblica, con nuove istituzioni e nuove regole. In passato però, a partire dalla Bicamerale, sia Berlusconi sia la stessa sinistra hanno dimostrato di usare piuttosto le riforme istituzionali come arma della lotta politica.

 

Quindi che cosa si aspetta ora?