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SCENARIO/ Franchi: Renzi rischia di fare la "fine" di Alfano

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Angelino Alfano (Infophoto)  Angelino Alfano (Infophoto)

Già il governo di larghe intese costituito da Pd, Pdl e Scelta civica, era ben lungi dal rappresentare la maggioranza degli elettori. Rappresentava, infatti, solamente circa il 50% di chi aveva votato e aveva votato solamente il 75% dei cittadini. Quindi, era sostenuto dal 50% del 75% degli italiani.

 

Quindi, dal 37,5%...

Esatto. Ora, se togliamo Forza Italia, che passata all’opposizione e attribuiamo al Nuovo centrodestra un valore compreso tra il 5 e il 7%, ci rendiamo conto di come questo governo abbia, grosso modo, il 30% dei voti degli italiani. Di conseguenza, né Letta né Renzi possono neanche lentamente pensare di poter procedere a prescindere dalla altre forze politiche.

 

Crede che Alfano potrà imporsi come interlocutore del Pd?

Renzi, facendosi campione del ripristino del bipolarismo, pone ad Alfano un enorme problema. Il vicepremier ha solo due alternative: o fa l’alleato minore, facendo “l’indipendente di destra”, o costruisce un percorso per tornare da dover è partito. Insomma, il Nuovo centrodestra, in uno schema bipolare, ha ben poche speranze di sopravvivenza. A meno che non riesca sul serio a diventare quel grande partito moderato di stampo europeo che ha sempre detto di voler diventare. Ma io ne dubito. Non si è mai visto, in Italia, un partito nato all’interno del Parlamento ottenere successo.

 

Dove condurrà l’operazione di maquillage di Forza Italia?

Il ciclo politico di Berlusconi e del berlusconismo si è ormai compiuto. Ciò non significa che Forza Italia non disponga di un forte consenso popolare. Tuttavia, sarà difficilmente spendibile. Stiamo parlando, infatti, di un partito il cui proprietario è in fortissime difficoltà. Cambiare la classe dirigente e  valorizzare del personale politico più giovane e presentabile non sarà sufficiente per far tornare il partito determinante. 

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
25/12/2013 - Il tempo è breve; anzi: brevissimo! (Luigi PATRINI)

Concordo con l’analisi: Alfano non ha i mezzi per andare molto lontano; F.I. è “senza credito” per merito del suo padrone e dei suoi falchi; se non si vuol far vincere il centro-sinistra, chi ha a cuore il bene del Paese deve dare una mano a Mario Mauro e al gruppo UDC-fuorusciti da SC: non ci sono alternative. Mauro decida di fare il leader, visto che ne ha la stoffa; Dallai, Olivero,Binetti, Buttiglione, D’Alia e altri facciano quello che devono al Centro (cioè a Roma) e alla base si muovano le realtà locali. L’unica possibilità di rinascita del Paese passa da questo movimento di base e di vertice: si incontrino e prosegua il lavoro di costruzione della Sezione Italiana del Partito Popolare Europeo. Il tempo a disposizione non è molto!