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L'INTERVISTA/ Alfano: sul lavoro Renzi sbaglia, legge elettorale a 4 condizioni

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

Per tornare alla legge Biagi. Per togliere lacci e lacciuoli agli imprenditori che vogliono assumere. Per non perdere l'ottimo lavoro fatto da Maurizio Sacconi quando era ministro del Welfare e che giustamente oggi dice che la legge Fornero ha reso disoccupato chi prima era precario perché i contratti flessibili oggi non vengono più rinnovati. Perché, stabilito un quadro di principi a livello nazionale, bisogna far valere il principio sussidiario della libertà dei contratti aziendali e individuali. E contemporaneamente non lasciare solo chi perde il lavoro, utilizzando i sussidi per la sua formazione, riqualificazione e collocamento.

Può essere più preciso?
I nemici di chi vuole fare impresa e assumere sono l'alto costo del lavoro e la burocrazia. Propongo tre anni di burocrazia zero per chi inizia una nuova impresa. Propongo di invertire il rapporto Stato-cittadino: dal controllo ex ante al controllo ex post; un tempo certo per rispondere alle richieste di autorizzazione e poi vale il silenzio-assenso. Ovviamente nel rispetto delle leggi. Lo Stato deve tornare a fidarsi dei suoi cittadini perché i cittadini tornino a fidarsi dello Stato. Propongo inoltre che ogni euro tagliato alla spesa pubblica improduttiva vada usato per diminuire le tasse sul lavoro. I nuovi assunti devono ricevere stipendi netti a zero tasse. Chi resta senza lavoro deve avere una dote che viene riscattata da chi lo assume. Inoltre, deve avere un voucher-opportunità spendibile presso centri di formazione pubblici o privati non profit, voucher incassabile solo se il disoccupato troverà lavoro. Anche di questo vogliamo discutere con Renzi e verificare se ha realmente superato le rigidezze ideologiche che hanno sempre bloccato il suo partito su questo tema.

Veniamo a Ncd. Non esiste il rischio che sia solo un partito di Palazzo? Come vi preparate alla prova delle Europee?
L'entusiasmo che vedo girando l'Italia, i 13mila che hanno riempito la sala della nostra prima convention pubblica a Roma il 7 dicembre, più di metà sono rimasti fuori al freddo per tre ore, i 2500 amministratori locali, quelli più a diretto contatto con la gente e con i loro problemi, gli intellettuali, i giornalisti, gli imprenditori che hanno partecipato al nostro laboratorio di idee per un nuovo centrodestra… Ecco, sono queste facce, queste persone la risposta alla sua domanda. Facce e persone che sono riassunte nella parola che dal primo giorno ci identifica: "insieme". Il 7 dicembre a Roma una ragazza ha consegnato un volantino a Maurizio Lupi, sopra c'era scritto: "Senza base non c'è vertice". Lì c'è tutto il senso e la scommessa del nostro tentativo. Quanto alle elezioni per il Parlamento europeo, l'abbiamo già detto, ci presenteremo con il nostro simbolo.

È ipotizzabile che alle prossime elezioni i Popolari di Mario Mauro possano far parte dell'alleanza di centrodestra?

 


COMMENTI
27/12/2013 - Rileggere Gamaliele (Luigi PATRINI)

Non so se Taddei abbia ragione: tendenzialmente sono d'accordo con lui,comunque staremo a vedere. Credo che anche Alfano farebbe bene a rileggersi il saggio discorso del saggio Gamaliele (Atti 5, 35-39). Certo Alfano - almeno in questa intervista - fa tante proposte: ma "prima" dov'era? Quando Berlusconi ha avuto per anni una maggioranza più grande di quelle che aveva De Gasperi, quando faceva promesse e promesse, lui d'era? E' solo colpa di Berlusconi se non riuscivano a fare quel che egli prometteva? E' possibile credergli? Io qualche dubbio ce l'ho! Per quanto riguarda la legge elettorale, giusto che si deve capire subito chi ha vinto e chi ha perso, ma il bipolarismo non va bene in Italia: la politica deve essere inclusiva e lo stesso risultato auspicato da Alfano si può ottenere anche con il metodo proporzionale con soglia di sbarramento (come in Germania) e premio di maggioranza (modesto) per la coalizione che si dichiara prima delle elezioni.

 
27/12/2013 - commento (francesco taddei)

dal suo maestro ha imparato il marketing. ma lì si ferma.