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L'INTERVISTA/ Alfano: sul lavoro Renzi sbaglia, legge elettorale a 4 condizioni

Pubblicazione:venerdì 27 dicembre 2013

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

Con Mario Mauro siamo al governo insieme. Abbiamo molto da lavorare nell'anno che ci aspetta per raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati: portare il Paese fuori dalla crisi. Un problema per volta.

E l'ipotesi che possano fondersi con Ncd?
Non abbiamo ancora una sede, né un segretario, lanciamo in questi giorni la costituzione dei circoli, la nostra assemblea costituente si terrà nel marzo 2014… ci lasci il tempo di nascere. La nostra ambizione è di costituire un nuovo e grande centrodestra.

Da Forza Italia vi differenzia solo la leadership? O cos'altro?
In questo momento ci differenziano il giudizio sul governo, sulla necessità di stabilità per fare le riforme, sulla non urgenza di elezioni subito che gli italiani non vogliono e non capirebbero, sul rispetto delle istituzioni, i toni con cui certi esponenti di Fi chiamano in causa il capo dello Stato non appartengono alla storia e alla cultura del centrodestra e dei moderati, e infine sul metodo dell'azione politica: noi non siamo estremisti, e soprattutto abbiamo assimilato in questi anni da Berlusconi il principio per cui al pur legittimo interesse di partito va sempre anteposto l'interesse del Paese.

Avete portato in Cdm una misura svuotacarceri. Non crede che in questa fase di incertezza sia pericoloso aumentare il senso di insicurezza e di paura della gente?
Su questo punto voglio essere chiaro. Sulla sicurezza non si scherza. Non è tema su cui intervenire sull'onda dell'emotività. Fatti come quello di Lampedusa sono gravi e non si devono ripetere, chi ha sbagliato pagherà, sono partite le ispezioni ed è già al lavoro una task force del ministero dell'Interno che rivedrà tutti gli appalti per i Cie. Ma le eccezioni non sono la fotografia di tutta la realtà, la permanenza media nei Cie nel 2013 è stata di 38 giorni. Le proteste di chi si cuce la bocca per non essere rimpatriato colpiscono, ma la gente deve sapere che tra loro ci sono ex detenuti per spaccio, per rapina, lesioni e tentato furto.

Torniamo alle carceri.
Svuotacarceri è una parola che non rende il senso dell'iniziativa del governo. Non c'è nessun automatismo nel nostro provvedimento, c'è piuttosto la seria volontà, conforme a giustizia, di rendere le nostre carceri luoghi più vivibili e più conformi al ruolo che gli assegna la Costituzione: espiazione della pena e reinserimento dei condannati nella vita sociale. Le condizioni di sovraffollamento sono incompatibili con questo compito e spesso con la stessa dignità umana delle persone ristrette. Ce lo ha ricordato il presidente Napolitano, ci ha ammonito più volte l'Europa.

Non servirebbero nuove carceri?


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COMMENTI
27/12/2013 - Rileggere Gamaliele (Luigi PATRINI)

Non so se Taddei abbia ragione: tendenzialmente sono d'accordo con lui,comunque staremo a vedere. Credo che anche Alfano farebbe bene a rileggersi il saggio discorso del saggio Gamaliele (Atti 5, 35-39). Certo Alfano - almeno in questa intervista - fa tante proposte: ma "prima" dov'era? Quando Berlusconi ha avuto per anni una maggioranza più grande di quelle che aveva De Gasperi, quando faceva promesse e promesse, lui d'era? E' solo colpa di Berlusconi se non riuscivano a fare quel che egli prometteva? E' possibile credergli? Io qualche dubbio ce l'ho! Per quanto riguarda la legge elettorale, giusto che si deve capire subito chi ha vinto e chi ha perso, ma il bipolarismo non va bene in Italia: la politica deve essere inclusiva e lo stesso risultato auspicato da Alfano si può ottenere anche con il metodo proporzionale con soglia di sbarramento (come in Germania) e premio di maggioranza (modesto) per la coalizione che si dichiara prima delle elezioni.

 
27/12/2013 - commento (francesco taddei)

dal suo maestro ha imparato il marketing. ma lì si ferma.