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SCENARIO/ 1. Il giurista: senza l'accordo, al voto col proporzionale della Consulta

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Le soglie di sbarramento, poi, costituiscono un deterrente significativo che non era presente nelle leggi elettorali proporzionali che sono state applicate nel corso della cosiddetta prima Repubblica. La possibilità di esprimere una sola preferenza, infine, impedisce la formazione delle cordate di candidature contro le quali era stato proposto con successo il referendum abrogativo del 1991. 

In ogni caso, qualunque sia la scelta su cui si indirizzeranno conclusivamente le forze politiche, va detto che in una situazione come l'attuale, caratterizzata da una grave debolezza dei corpi rappresentativi e da una persistente sfiducia degli elettori nei confronti dei parlamentari, è necessario un sistema elettorale semplice e la cui logica essenziale sia chiaramente comprensibile dai cittadini. Soprattutto, occorre assicurare la diretta e immediata derivazione della rappresentanza politica dalla volontà popolare, e ridurre al minimo le superfetazioni e le correzioni distorsive che allontanerebbero ulteriormente i rappresentanti dai rappresentati. Per il momento, insomma, è preferibile accantonare le alchimie dell'ingegneria elettorale.



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