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SCENARIO/ 2. La saggia di Letta: un accordo senza le riforme è inutile

Pubblicazione:venerdì 27 dicembre 2013

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Ma allora occorre che il Parlamento, prima di rivendicare poteri di veto, sia in grado di riguadagnare autorevolezza e capacità di partecipare con competenza alla realizzazione dell'indirizzo politico: a tal fine non basterà una riforma costituzionale, che pure costituisce il primo passo (meno parlamentari che potrebbero aiutare ad avere gruppi più compatti e partecipazione delle classi politiche regionali alla produzione legislativa nazionale per le materie che poi esse dovranno amministrare); occorre invece riqualificare la classe politica con l'inserimento di personalità competenti ed affidabili, scelte tramite i meccanismi della preferenza, che non è la panacea ma che può certamente dare indirizzi e stimoli di miglioramento. 

E, pertanto, le diagnosi sono fatte e gli strumenti per rimediare sono stati ampiamente messi sul tappeto. Occorre adesso che il governo (con o senza appoggi esterni – ma, ovviamente, meglio se con) presenti il proprio progetto di riforma insieme alla legge elettorale; non avrebbe senso infatti discettare su come votare per i due rami del Parlamento quando si sa che, presto o tardi, uno dei due dovrà essere modificato e l'altro in parte ridimensionato, almeno in termini numerici. 



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