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SCENARIO/ Folli: Renzi fa il patto a "tre punte" e molla la coppia Grillo-B.

Pubblicazione:sabato 28 dicembre 2013

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il quadro politico, dall’anno prossimo, sembra destinato ad apparire ancora più incerto e frammentato. Il governo si regge su un’esigua rappresentanza, tanto più instabile se si considera che il suo azionista di maggioranza, Matteo Renzi, freme per sostituirsi a Enrico Letta. Certo, sa bene che se fosse lui a provocare la crisi, i suoi elettori non glielo perdonerebbero e ha quindi deciso di evitare colpi di testa. C’è da chiedersi, tuttavia, quanto resisterà, considerando che, dall’altra parte dello schieramento, troverebbe una facile sponda in Berlusconi e Grillo. Di sicuro, se riuscisse a dare una scossa al governo, ma in senso riformista, farebbe l’én plein. Per il Paese, sarebbe un bene di cui potrebbe intestarsi il merito. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore.

Quanto tempo si può concedere ancora a Renzi e al governo perché agiscano?

Se questo governo sarà in grado di agire e se Renzi sarà capace di indicare e pretendere una linea riformista dotata di contenuti reali, lo capiremo solo a gennaio. Allora, infatti, sarà definito il nuovo patto di governo che interesserà i prossimi 12-18 mesi. Renzi dovrà esprimere sufficiente autorevolezza per siglare un vero e proprio accordo politico e non un semplice documento per gestire l’ordinaria amministrazione. Per lui, quindi, si tratterà di una prova decisiva.

 

In cosa dovrà consistere il patto?

In una serie di misure comprensibili e interpretabili dall’opinione pubblica come potenzialmente in grado di incidere sulle sorti del Paese. Mi riferisco, per esempio, al taglio delle Province o alla riduzione dei costi della politica. Non determineranno, di certo, un immediato cambiamento ma, per lo meno, la gente avrà inteso che il “pachiderma” statale si è finalmente messo in moto. Se Renzi e Letta non riusciranno a far percepire questo cambio di rotta, avranno perso un’enorme occasione.

 

Il milleproroghe appare come l’ennesima occasione perduta. Non crede che Renzi, dopo la sua approvazione, propenda ancora di più per le elezioni anticipate in modo da non farsi logorare dai meccanismi della politica tradizionale?

Il milleproroghe, indubbiamente, è un tributo che ci tocca pagare ogni anno alla cattiva politica. Tuttavia, non credo che abbia potuto indurre in Renzi un meccanismo psicologico tale da fargli decidere di cambiare strategia.

 

Se decidesse di accelerare le caduta del governo, potrebbe giocare di sponda con Grillo e Berlusconi.


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COMMENTI
28/12/2013 - Renzi, solo Renzi oppure un nuovo PPI per noi? (Ivio Nicola Marongiu)

Insisto: non c'è solo Renzi e la vocazione socialdemocratica del Pd nel nostro dstino. Semplicemente perchè gli italiani sanno che le crisi da noi le hanno sempre risolte i cosiddetti moderati che una volta si chiamarono PPe DC e che oggi non hanno nomi adeguati a rappresentare la maggioranza del Paese. Questo è il punto: qualcuno si dica erede di questa tradizione di politici cristiani e ci tiri fuori dalla confusione che è tanta parte della crisi che subiamo. In Europa c'è un PP che aspetta che in Italia si formi un PP di ispirazione cristiana per rifare l'Europa e quindi l'Italia. Le idee, cioè la teoria, ci sono da tempo, mancano gli uomini coraggiosi, forti e generosi che le applicchino: insomma manca il Partito Popolare. Naturalmente il Sole 24 ore e il Corriere o La Repubblica non suggeriranno mai lo stato del problema italiano e la soluzione che passi attraverso il PP. Appunto per questo loro tifano per il giovame Renzi pensando, come al solito, di poterne tirare le briglie. Ma noialtri, dico noialtri, possiamo veramente anche noi pensare di nasconderci nella criniera di questo cavallino fiorentino?