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SCENARIO/ Folli: solo il "congresso" tra Renzi e Letta può salvare il governo

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Indubbiamente, l’eventuale richiesta di fiducia alla Camere da parte di Letta rappresenterebbe il contesto più corretto.

 

La proposta di Renzi di «mandare in pensione i saggi e la proposta riforma dell’articolo 138» non rischia di far arenare il percorso di riforme?

Non sappiamo ancora se, nella sostanza, ci sarà coerenza tra ciò che si afferma e come si agisce. Per ora, la fase è confusa. Direi che possiamo dare a Renzi il beneficio del dubbio. Si sta occupando di un mestiere difficilissimo, rispetto al quale non ha ancora grande esperienza. Non mi stupisce che possa compiere degli errori o andare in confusione su alcuni punti. C’è da capire se riuscirà a imparare in fretta. Di sicuro, dovrà dare un segnale del suo arrivo sulla scena politica senza, ovviamente, apparire come il sabotare frustrato del governo.

 

Delle riforme, in ogni caso, cosa ne sarà?

Non c’è ragione per cui Renzi e Letta, insieme, non possano riuscire a farle. Dopo lo slittamento della votazione, da parte della commissione Affari costituzionali, degli ordini del giorno sulla legge elettorale, il sindaco di Firenze potrebbe anche ascriversi il merito di esser stato lui a condurre in porto la modifica del Porcellum.

 

Alfano potrà accettare supinamente il programma di Renzi?

Indubbiamente, la sua sopravvivenza politica dipenderà anche dalla capacità di far valere le ragioni del suo programma. Tuttavia, il suo interlocutore non sarà Renzi, ma Letta. Anche perché, francamente, non credo proprio che Renzi abbia voglia di farsi vedere in un vertice di maggioranza assieme ad Alfano. Fermo restando che se il primo appare più credibile nel minacciare una crisi di governo, il secondo non lo è affatto.

 

(Paolo Nessi)



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