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IL CASO/ Violante: il "presidenzialismo" di Napolitano è un'invenzione

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il presidenzialismo garantisce maggiore stabilità, ma può anche produrre paralisi. Negli Stati Uniti la House of Representatives è a maggioranza  repubblicana, mentre il presidente Obama è democratico. Il conflitto tra Casa Bianca e Repubblicani sull'approvazione del bilancio Usa non è stato risolto se non dopo che era scaduto il termine, con un accordo che dura soltanto quattro mesi, e ad aprile vedremo che cosa accadrà. Ciò succede proprio perché, a differenza dell'Italia, negli Stati Uniti non c'è un soggetto che chiami gli altri poteri costituzionali alla ragionevolezza, invitandoli a trovare una intesa  per portare il Paese fuori dalla crisi

Giorgio Napolitano nei fatti non è stato forse più "presidenzialista" che "parlamentare"?
Io non credo che Giorgio Napolitano abbia alterato il suo ruolo;  ha attuato correttamente i compiti che gli assegna la Costituzione. Il capo dello Stato in Italia è colui che deve risolvere le crisi e garantire l'equilibrio dei poteri costituzionali. È quello che ha fatto il presidente Napolitano, e naturalmente più la crisi si prolunga e più questo tipo di presenza del capo dello Stato appare incisiva. Del resto il ruolo più forte del presidente della Repubblica nella vita politica italiana è incominciato con Oscar Luigi Scalfaro, cioè a partire dal 1992 in concomitanza con Tangentopoli e la crisi dei partiti. Ed è proseguita con i presidenti Ciampi e Napolitano perché è proseguita la crisi dei partiti.

Per il 30% degli italiani la democrazia rappresentativa non è indispensabile, ma poi crescono quanti vogliono eleggere direttamente il presidente. Non è un paradosso?
Intanto va precisato che anche nel sistema parlamentare il presidente è eletto in base alle regole della democrazia rappresentativa. I cittadini scelgono deputati e senatori, i quali a loro volta decidono chi debba essere il capo dello Stato. Ma prescindendo da questa osservazione, anche in questo caso i risultati del sondaggio Demos non mi scandalizzano. Ritengo un fatto positivo che il 70% degli italiani, nonostante le difficoltà in cui si trova da decenni la democrazia, ritengano che sia preferibile a qualsiasi altra forma di governo. La democrazia inoltre non è un idolo di pietra, è una forma di governo che deve rendere i servizi richiesti da parte dei cittadini. Se ciò non avviene, la disaffezione è inevitabile. La soluzione è far funzionare la democrazia. Questo è il compito primario delle attuali classi politiche dirigenti.

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
31/12/2013 - PRESIDENZIALISMO (roberto cagnoni)

Condivido la posizione di Violante in quanto sono convinto che un sistema presidenziale è una soluzione che irrigidisce il funzionamento dello Stato. Serve un uomo con più potere decisionale che non sia il presidente della repubblica bensì il presidente del consiglio, con più poteri in merito alla nomina e revoca dei ministri, con più poteri di indirizzo legislativo rispetto al parlamento. Propendo per un sistema elettorale che conferisca più potere di scelta ai cittadini, con le preferenze e con collegi elettorali più piccoli che presentino una rosa di candidati rappresentativi delle esigenze del territorio. Un sistema proporzionale con sbarramento al 5%, con l'elezione diretta del premier, con coalizioni definite prima del voto e con un programma dettagliato e comprensibile da tutti e non in politichese. In sostanza simile a quello tedesco e, sopratutto un sistema di Stato alleggerito e razionalizzato. Una strada consiste sicuramente nella eliminazione del bicameralismo che va nel senso di ridurre i costi della politica. Riduzione degli sprechi nei sussidi ai consigli regionali. I soldi in gioco sono troppi e quindi serve una dieta dimagrante a tutti i livelli. Per una buona politica servono meno politici impegnati, ma più competenti e sopratutto che abbiano uno spirito di servizio per il bene comune. Gli interessi di parte e di categoria devono essere rappresentati senza fare la politica degli amici degli amici ... ci siamo capiti, più serietà e meno favoritismi.