BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ Violante: il "presidenzialismo" di Napolitano è un'invenzione

Per LUCIANO VIOLANTE, solo un presidente della Repubblica super partes può ergersi a garante dell’equilibrio costituzionale. Il presidenzialismo è un sistema troppo rigido

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

"Soprattutto in un Paese come l'Italia dove le contrapposizioni politiche sono particolarmente forti, è indispensabile mantenere una forma di governo parlamentare". Ne è certo Luciano Violante, ex presidente della Camera e uno dei saggi per le riforme istituzionali, secondo cui "solo un presidente della Repubblica super partes può garantire l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Il presidenzialismo è un sistema certamente democratico, ma ha il difetto di essere troppo rigido perché il presidente eletto è capo dell'Esecutivo, è parte del conflitto politico e conseguentemente non può né risolverlo né garantirne la correttezza; il presidenzialismo tanto in Francia quanto negli Stati Uniti sta dimostrando i suoi limiti". Un commento, quello di Violante, che giunge dopo che da un sondaggio realizzato da Demos e commissionato da Repubblica è emerso come il 73,2% degli italiani sia a favore dell'elezione diretta del capo dello Stato, mentre il 22,1% si è detto contrario e il 4,7% non ha espresso la sua opinione.

Presidente Violante, che cosa ne pensa dei dati che emergono dal sondaggio di Demos per Repubblica?
Sono assolutamente naturali, se un sondaggista chiedesse agli italiani se desiderano pagare il 70% delle tasse in meno, senza dire che non ci sarebbero più né trasporti, né polizia, né sanità, tutti ovviamente risponderebbero di sì. Il vero problema è capire nello specifico che cosa significhi una repubblica presidenziale o parlamentare, ed è su questo che le rilevazioni d'opinione non fanno le domande giuste e quindi non ottengono risposte soddisfacenti.

Che cosa intende dire?
L'elezione diretta del presidente della Repubblica è un sistema del tutto democratico che esiste in alcuni grandi  Paesi. Occorre però spiegare che questi sistemi ora sono in crisi tanto in Francia quanto negli Stati Uniti, perché sono privi di un soggetto garante dell'equilibrio istituzionale e in grado di risolvere le crisi. Hollande e Obama sono in difficoltà proprio per questo: tanto a Parigi quanto a Washington, il capo dello Stato eletto è anche il numero uno dell'esecutivo, è parte del conflitto politico e non può certamente risolverlo. La repubblica presidenziale è un sistema troppo rigido e inadatto quando si tratta di superare le fasi di difficoltà.

Il fatto che gli italiani dicano sì all'elezione diretta del capo dello Stato è più un'opinione "di pancia" o una conseguenza del fatto che le altre istituzioni sono in crisi?
È una risposta che parte dalla constatazione delle difficoltà del sistema politico. Si cerca quindi la soluzione che si ritiene più breve, più rapida e che colpisce di più la fantasia. Avere un uomo solo al comando appare come il sistema migliore per riuscire a creare un sistema politico in grado di decidere con più rapidità e producendo una migliore qualità dei risultati. Ma un sistema parlamentare fortemente razionalizzato e reso efficiente dà maggiori garanzie rispetto a un sistema presidenziale. Lo dimostrano i modelli positivi di Germania e Regno Unito, sistemi parlamentari, e quelli negativi di Francia e Stati Uniti.

Eppure Francia e Stati Uniti non sono un esempio di stabilità?


COMMENTI
31/12/2013 - PRESIDENZIALISMO (roberto cagnoni)

Condivido la posizione di Violante in quanto sono convinto che un sistema presidenziale è una soluzione che irrigidisce il funzionamento dello Stato. Serve un uomo con più potere decisionale che non sia il presidente della repubblica bensì il presidente del consiglio, con più poteri in merito alla nomina e revoca dei ministri, con più poteri di indirizzo legislativo rispetto al parlamento. Propendo per un sistema elettorale che conferisca più potere di scelta ai cittadini, con le preferenze e con collegi elettorali più piccoli che presentino una rosa di candidati rappresentativi delle esigenze del territorio. Un sistema proporzionale con sbarramento al 5%, con l'elezione diretta del premier, con coalizioni definite prima del voto e con un programma dettagliato e comprensibile da tutti e non in politichese. In sostanza simile a quello tedesco e, sopratutto un sistema di Stato alleggerito e razionalizzato. Una strada consiste sicuramente nella eliminazione del bicameralismo che va nel senso di ridurre i costi della politica. Riduzione degli sprechi nei sussidi ai consigli regionali. I soldi in gioco sono troppi e quindi serve una dieta dimagrante a tutti i livelli. Per una buona politica servono meno politici impegnati, ma più competenti e sopratutto che abbiano uno spirito di servizio per il bene comune. Gli interessi di parte e di categoria devono essere rappresentati senza fare la politica degli amici degli amici ... ci siamo capiti, più serietà e meno favoritismi.